Il presidio
Il rapinatore solitario condannato a cinque anni
Arrivava in treno da Pistoia e passava per le vie della città su una bicicletta così sceglieva dove colpire: preferiva le farmacie comunali all’ora di chiusura
PISA. Nerry Orlando Torres, 35 anni, il rapinatore seriale di farmacie e tabaccherie, arrestato in flagranza il 27 dicembre dell’anno scorso, è stato condannato a cinque anni di reclusione.
L’imputato è stato giudicato ieri mattina con rito abbreviato. Si è presentato davanti al gip Giulio Cipolletta, mentre la pubblica accusa era rappresentata dal pubblico ministero Giancarlo Dominijanni. L’imputato era difeso dall’avvocato Massimo Tuticci di Livorno, mentre l’avvocato Borsacchi rappresentava le farmacie comunali spa che si erano costituite parte civile. Il pubblico ministero aveva chiesto cinque anni e 2000 euro: richiesta accolta cui sono stati aggiunti 3000 euro in favore della parte civile.
Nerry Orlando Torres, di origine dominicana, viveva dall’11 dicembre 2014 in un centro di accoglienza per immigrati a Pistoia. Durante il rito abbreviato, ha reso dichiarazioni spontanee ammettendo tutti i reati che gli erano stati attribuiti e dichiarandosi disponibile a risarcire le persone offese quando sarà uscito dal carcere.
Nerry Orlando Torres, da Pistoia, raggiungeva Pisa in treno dove davanti alla stazione aveva una bicicletta. Pedalando per la città con un coltello in tasca adocchiava l’attività dove mettere a segno il colpo. Al momento del suo arresto da parte della squadra mobile guidata da Rita Sverdigliozzi era stato accusato di sei colpi, quattro rapine concluse e due tentate, colpi messi insieme a dicembre che gli erano valsi l'etichetta di bandito solitario. Fra queste rapine, si ricordano quelle alle due farmacie comunali di via Battelli e via Niccolini e alla parafarmacia di via Turati.
Torres, con tanto di occhialini da bravo ragazzo, venne bloccato dopo una rapina alla tabaccheria di piazza Solferino. Circa mezz'ora prima il bandito aveva colpito il negozio "Capelli & Manie" in via Bianchi.
In base al lavoro svolto dalla squadra mobile, Torres, i cui movimenti erano stati ricostruiti a ritroso, era abituato ad agire con rapidità, in orario prossimo alla chiusura serale (ad eccezione di via Turati dove si era presentato la mattina presto) con travisamento parziale del volto, indossando solo il guanto destro ed utilizzando sempre un coltello con lama di grandi dimensioni. Poi si dava alla fuga in sella a una bicicletta.
Gli investigatori, durante l’inchiesta, avevano esaminato l'abbigliamento e l'uso dell'arma in uso. Quindi erano stati verificati gli orari di ingresso e di uscita del dominicano nella struttura di Pistoia che lo ospitava. Le sue assenze erano compatibili con la presenza in città, conosciuta da Torres anche se non aveva in zona alcun tipo d'interesse familiare, affettivo o economico. Conosceva bene Pisa dove nel 2007 era stato coinvolto in una rapina.
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