Il presidio
Turismo e chimica ok in crisi l’edilizia e il settore agricolo
Rapporto della Camera di Commercio sull’economia pisana Timidi segnali di ripresa soprattutto per chi esporta
PISA. Ancora in calo l’industria pisana, ma si iniziano a vedere timidi segnali di ripresa, soprattutto per la crescita della domanda internazionale. Presentata ieri alla Camera di Commercio la relazione sull’andamento dell’economia pisana nell’anno 2014. Continuano a risentire della crisi il commercio, l’edilizia e l’artigianato, settori legati quasi esclusivamente alla domanda interna, mentre vanno meglio le start-up e le aziende dell’alta tecnologia. Tra i comparti in crisi ci sono quelli delle calzature e del mobile, che hanno risentito soprattutto per il calo dell’export in Russia e Ucraina. L’agricoltura ha vissuto il suo anno peggiore, soprattutto a causa di eventi atmosferici calamitosi e parassitosi di varia natura. Il turismo interno torna a crescere. «Oggi le presenze si equivalgono - spiega il presidente di Federalberghi Marzio Benedetti -. Il mese di maggio è andato meglio del 2014, ma non giugno». Il fiore all’occhiello della provincia di Pisa è il farmaceutico, ma ancora di più l’aeroporto Galilei che non conosce crisi. Inoltre sono in aumento le piccole e medie imprese pisane che hanno accresciuto il giro d’affari e stanno facendo investimenti.
Meccanica. Aumentano produzione (7,1%) e fatturato (0,6%). L’export cresce in Iran, Cina e Vietnam, ma è in calo in Germania, Francia e Corea del Sud.
Chimica-farmaceutica. Il fatturato è stabile e l’export aumenta (2,3%). Il settore conquista il 28% in più rispetto al 2008.
Pelli e cuoio. In calo la produzione di pelli lavorate (-2,1%)e il fatturato (-1,5%), ma la concia conserva il primo posto a livello provinciale per le vendite all’estero, soprattutto in Vietnam, Germania, Spagna, Corea del Sud e Portogallo.
Elettronica e mezzi di trasporto. L’export è aumentato (4%). Cicli e motocicli in crescita, così come computer, strumenti di misurazione e prova, orologi e strumenti elettromedicali. In calo produzione e fatturato.
High tech. In aumento il numero di imprese (2,5%) e la forza lavoro (9,8%), ma il fatturato è in assestamento, anche se si prevede una crescita.
Turismo. Dopo due anni il numero di pernottamenti torna ad aumentare (1,2%). Cresce il turismo nazionale, soprattutto nelle strutture alberghiere, e anche quello proveniente da Stati Uniti, Spagna e Polonia, mentre diminuiscono i turisti di Germania, Belgio e Paesi Bassi.
Trasporto aereo. L’aeroporto pisano ha chiuso il 2014 con il nuovo record di traffico passeggeri di 4,7 milioni, confermandosi il decimo scalo nazionale. In forte crescita anche il traffico cargo che ha triplicato le quantità rispetto al 2013. I dati dei primi quattro mesi del 2015 migliorano i risultati dell’anno precedente.
Agroalimentare. La qualità del grano duro è stata scadente per le piogge straordinarie dei mesi estivi, il girasole e il mais hanno subìto una forte riduzione delle superfici coltivate e il 40% del fieno è rimasto invenduto per la riduzione degli allevamenti e l’aumento dell’autoproduzione. Per gli ortaggi ha retto chi ha canali di mercato consolidati e vende direttamente ai consumatori. Per il settore olivicolo è stato un anno catastrofico per le piogge e le basse temperature estive che hanno favorito gli attacchi della mosca dell’olivo. Le esportazioni di vino chiudono il sesto anno consecutivo con il segno più (2,3%) grazie a Stati Uniti, Svizzera e Svezia.
Calzature. Arretrano produzione industriale (-1,8%) e fatturato (-1,3%). Sul fronte dell’export calano le vendite in Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Austria e Stati Uniti.
Legno-mobili. La flessione rallenta (-0,7%), in calo le vendite di mobili in Russia e Ucraina.
Edilizia. Le contrattazioni di immobili residenziali tornano a crescere (5,1%), ma la difficoltà è causata dal numero elevato di immobili invenduti.
Artigianato. In calo fatturato (-7,4%) e occupazione (-5,7%). Il settore più penalizzato è l’edilizia che registra un fortissimo ridimensionamento.
Commercio. In flessione (-7,6%) anche se le ore lavorate sono stabili, ma gli addetti si riducono dell’1%. Torna a crescere il numero di punti vendita del commercio al dettaglio e di veicoli.
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