Il Tirreno

Pisa

I LUOGHI DEL CUORE

L’armonia che si nasconde in lungarno Gambacorti

Il lungarno Gambacorti fotografato da Fabio Muzzi
◗
Il lungarno Gambacorti fotografato da Fabio Muzzi

Cielo, fiume, palazzo Gambacorti e chiesa della Spina formano una croce. Il centro della figura è rappresentato da palazzo Blu, celebre centro espositivo

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. È noto che l’occhio umano gradisce le simmetrie e a volte le trova anche dove non ci sono: nel caso di lungarno Gambacorti, invece, l’armonia c’era prima ancora che ce ne accorgessimo e si è mostrata un pezzo alla volta. Nella foto in regalo il 27 giugno con “Il Tirreno”, la terza della collana “Pisa di notte”, il risultato finale è bell’e pronto: cielo, fiume, palazzo Gambacorti e chiesetta della Spina formano una croce perfetta. Il centro di questa figura è palazzo Blu. Ma la Natura ha i suoi tempi e ha aspettato fino al 2001 prima di completare il suo disegno.

Acqua e aria. In principio c’erano solo il fiume e il cielo: il lungarno è l’equivalente dell’orizzonte, solo che è un po’ più vicino e un po’ più bello. E Pisa, che ha cinque ponti “storici”, si ritrova con i lungarni suddivisi (o moltiplicati) in quattro tratti. Per gli amanti della precisione va detto che il lungarno Gambacorti è la riva sud tra ponte di Mezzo e ponte Solferino. Per tutti gli altri che il nome deriva da una potente famiglia pisana vissuta verso la fine del 1300.

Il palazzo. Come residenza della famiglia non è durato molto: l’omonimo edificio fu edificato dal 1370 e già il 21 ottobre 1392 fu teatro del tradimento e dell’assassinio di Pietro Gambacorti da parte del suo principale collaboratore e consigliere Iacopo d’Appiano, che ne usurpò il titolo e il ruolo di Signore di Pisa. Il libro “Le sale consiliari dei Comuni della provincia di Pisa”, edito dall’associazione Il Mosaico, ci racconta il momento clou: Gambacorti è «ucciso con numerosi colpi di spada e di pugnale. Il cadavere dell’uomo rimane per una notte e un giorno intero sulla pubblica via, e solo alla sera del giorno successivo viene sepolto – ma senza alcuna onoranza – nella chiesa dei frati minori di San Francesco».

Funzione odierna. Palazzo Gambacorti oggi è sede del municipio che si è allargato fino al confinante palazzo Mosca, inglobandolo con conseguente abbattimento della parete divisoria. I due edifici hanno un’altezza diversa dei piani: non deve preoccuparsi chi ha avuto l’occasione di premere il tasto 4 dell’ascensore e di ritrovarsi al terzo piano. Peggio va a chi cerca l’aula del consiglio comunale: i libri istituzionali dicono che si chiama sala delle Baleari e sarebbe anche vero, a parte il dettaglio che è stata chiusa per un lunghissimo restauro. Solerti impiegati hanno predisposto una cartellonistica provvisoria che indica la sala Regia come nuovo obiettivo; ma quando si arriva a destinazione ci si sente persi, perché non la si trova: ormai la tradizione l’ha ribattezzata sala del Ciuco, come lo stemma dei d’Appiano (quelli di prima). Che un po’ se la sono cercata: per via di quell’animale e della parlantina fluente dei pisani hanno avuto qualche problemuccio.

La chiesa. Il tempio eretto nel 1230 deve il nome al fatto che conservava una spina che avrebbe fatto parte della corona indossata da Gesù alla crocifissione. Oggi non c’è più né la spina, né l’edificio di culto, né il ponte. Nel senso che la reliquia è custodita dal XIX secolo nella chiesa di Santa Chiara; il ponte che collegava via Sant’Antonio a via Santa Maria è crollato nel XV secolo; mentre la Spina stava per sprofondare nel terreno umido della città e fu smontata un mattone alla volta. La ricostruzione avvenne qualche metro più a valle e, soprattutto, non più al livello del fiume, ma all’attuale altezza. I lavori durarono dal 1871 al 1875: l’impianto originario fu stravolto. La Spina, per non farsi mancare nulla, arricchì il suo curriculum con la “Madonna del latte”: per i critici d’arte è uno dei massimi capolavori del Trecento italiano (oggi conservata al museo San Matteo); per le puerpere che temevano di perdere il latte è stata meta costante di conforto.

Blu. Sembra un alieno azzurro in mezzo a tanto “giallo storico”, ma era proprio di quel colore nel XVIII secolo. Acquistato dalla Fondazione Pisa nel 2001, il palazzo oggi è sede di importanti esposizioni: il colore è emerso durante i restauri ed è stato riportato alla sua origine. Quel punto blu da 14 anni è il centro della simmetria del lungarno.

I vostri ricordi. Riccardo Buscemi, presidente de Il Mosaico, ha segnalato l’assassinio di Gambacorti. Invitiamo tutti i lettori a scrivere un breve testo a pisa@iltirreno.it (massimo mille battute, inserire anche il numero di telefono). Le segnalazioni più interessanti saranno riprese sul quotidiano.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web