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Bus nuovi fermi in officina. Saltano le corse, è polemica

Danilo Renzullo
Bus nuovi fermi in officina. Saltano le corse, è polemica

I mezzi sono in garanzia e possono intervenire solo i tecnici della Cap di Prato. La Filt-Cgil: «In questo modo si favorisce il socio privato a scapito dei cittadini»

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PISA. Nuovi, ma temporaneamente inutilizzabili. Da circa una settimana, una decina degli oltre trenta nuovi autobus acquistati dalla Ctt Nord lo scorso marzo, destinati al servizio di trasporto urbano ed extraurbano di Pisa, è ferma ai box in attesa di manutenzione.

Le corse, intanto, saltano per l'assenza di mezzi (ieri erano otto le vetture mancanti sulle strade cittadine e provinciali) e tra l'azienda e le organizzazioni sindacali scoppia un nuovo braccio di ferro. Il motivo? Gli autobus necessitano di piccole riparazioni (aria condizionata, sensori elettrici), ma i meccanici della Ctt Nord non possono intervenire.

I mezzi fermi, tutti a marchio Mercedes, sono infatti ancora nel periodo di garanzia e ad intervenire, con pezzi di ricambio e manodopera, può essere solo il concessionario locale della casa automobilistica che, accusa la Filt-Cgil, «è la Cap di Prato», azienda che gestisce il trasporto pubblico locale nella provincia pratese ed è socio di minoranza della Ctt Nord.

Quest'ultima attende l'intervento di manutenzione per rimettere in funzione gli autobus «nonostante – sottolinea il sindacato - il contratto stabilisca una penale che si basa sui giorni di ritardato intervento».
Una situazione che, accusa la Filt, «favorisce il socio privato a scapito del servizio e dei cittadini e potrebbe portare a situazioni peggiori».

Per facilitare gli interventi di manutenzioni, secondo la Filt l'azienda di Prato ha «assunto due lavoratori e vorrebbe installare un punto di intervento ad Ospedaletto, usando locali e macchinari della Ctt Nord».

«A breve - si legge in una nota dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal - saranno impiegati i locali della ex carrozzeria per effettuare i lavori di manutenzione agli autobus che sono stati recentemente acquistati dalla Ctt Nord. Per poter svolgere queste lavorazioni saranno smantellate alcune postazioni di lavoro, compresi alcuni elevatori meccanici per il sollevamento degli autobus, in uso all'officina della Ctt Nord. Tutto questo usando locali e materiali acquistati con i soldi dei contribuenti pisani, soldi pubblici “regalati” al socio privato».

Una riorganizzazione da cui, secondo i sindacati, potrebbero scaturire anche degli esuberi tra i dipendenti della Ctt Nord e che ha spinto Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal a proclamare lo stato di agitazione.

«Rimaniamo sbalorditi da certi atteggiamenti e da questa riorganizzazione dell'officina di Ospedaletto – accusano i sindacati -. Una riorganizzazione che è stata messa in atto dalla Ctt Nord senza informare le organizzazioni sindacali aziendali. Crediamo che questa operazione presupponga per il futuro un calo di lavorazioni interne all'officina di Ospedaletto e nei depositi aziendali, con il conseguente esubero del personale addetto».

«Non accettando nella maniera più assoluta questo stato di cose e diffidando l'azienda a proseguire con questa scelta unilaterale», i sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione del personale addetto all'officina di Ospedaletto e hanno chiesto «l'apertura della prima fase delle procedure di raffreddamento», che fa presagire la proclamazione di un nuovo sciopero.
 

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