Ex Idea Hotel, il calvario infinito dei dipendenti
Licenziati, riassunti e dopo pochi mesi di nuovo a casa Taccola (Cgil): «Ma l’azienda ha assunto 10 stagionali»
PISA. Licenziati, riassunti e dopo pochi mesi ancora una volta licenziati. Non c'è pace per i lavoratori dell'ex Idea Hotel di Migliarino, che potrebbero essere le prime vittime pisane del Jobs Act.
Dopo l'improvvisa chiusura dello scorso novembre a seguito del fallimento della società milanese Poligest, socio della catena Idea Hotel, che ha portato alla chiusura di altri cinque hotel su tutto il territorio nazionale e all'apertura di una procedura di licenziamento collettivo, i 13 dipendenti dell'hotel (di cui quattro in appalto) sono stati riassorbiti dalla Cokibobo srl, azienda con sede legale ad Ivrea che lo scorso marzo ha rilevato la struttura ricettiva.
A quattro mesi dalla riapertura dell'albergo con il nome “Meditur Hotel Pisa”, la doccia fredda: due addette al servizio ristorazione si sono viste recapitare una lettera di licenziamento (con decorrenza 15 e 30 luglio) per la «sfavorevole situazione di mercato e la crisi economica che ha determinato un drastico calo dell'attività, in particolare di ristorazione, con la conseguente esigenza di ridurre i costi».
«Abbiamo accolto la notizia con stupore - dice Matteo Taccola della Filcams-Cgil - Dalla riapertura dell'albergo, l'azienda ha effettuato anche una decina di assunzioni stagionali e nessuno poteva immaginare che nel mezzo dell'alta stagione si potesse procedere ad una riduzione del personale». Il sindacato ha proclamato lo stato di agitazione e domani, insieme ad una delegazione di lavoratori, incontrerà il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi per chiedere l'attivazione di un tavolo congiunto. Per sabato è stato invece fissato un incontro con la società «per analizzare - prosegue Taccola - la situazione aziendale e cercare tutti i possibili percorsi, dall'attivazione degli ammortizzatori sociali al ricollocamento in altri reparti, per scongiurare i licenziamenti».
Da marzo, inoltre, le lavoratrici in appalto addette al servizio di pulizie hanno riscosso solo 90 euro. I ritardi nel versamento degli stipendi, secondo la cooperativa Htl Service, titolare dell'appalto, sono dovuti al mancato pagamento delle fatture da parte di Cokibobo, a cui stata inoltrata una lettera di messa in mora. Secondo il sindacato si tratta di «una situazione paradossale», visto che l'albergo ha quasi tutte le camere prenotate fino a settembre e quindi «il lavoro non manca».
Per la Filcams i licenziamenti potrebbero celare una manovra per accedere agli incentivi previsti dal Jobs Act per l'assunzione di nuovi dipendenti a “tutele crescenti”. Licenziare i “vecchi” lavoratori per assumerne di nuovi con sgravi fiscali e incentivi: «non abbiamo la certezza, ma questo è il nostro timore», prosegue Taccola.
«Nel settore alberghiero – conclude - si cerca di creare margine o di fare investimenti solo operando tagli sul personale e le aziende cercano ogni escamotage per risparmiare sul costo del lavoro».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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