Videoricatto sessuale, le indagini non si fermano
PISA. Non è chiusa l’indagine dei carabinieri sull’arresto del barista di 26 anni, contitolare di un bar del centro, arrestato domenica 14 per estorsione. Dopo aver filmato un fornitore, mentre...
PISA. Non è chiusa l’indagine dei carabinieri sull’arresto del barista di 26 anni, contitolare di un bar del centro, arrestato domenica 14 per estorsione. Dopo aver filmato un fornitore, mentre facevano sesso, lo aveva ricattato chiedendogli 10.000 euro per evitare la diffusione online del video.
Il giovane da mercoledì è agli arresti domiciliari dopo aver fornito un’ampia collaborazione con gli inquirenti rispetto all’episodio che lo ha travolto spedendolo al Don Bosco.
Gli investigatori, però, vogliono capire se la vicenda sia frutto di un colpo di testa occasionale del barista, che ha confessato di aver bisogno di soldi, o se anche in passato possano esserci stati raggiri a sfondo sessuale con il 26enne come ispiratore e regista.
Difeso dall’avvocato Roberto Cavani, il barista durante l’interrogatorio per la convalida del fermo non ha potuto negare quello che i carabinieri avevano acquisito tra intercettazioni, sms e file video inviati dal giovane alla vittima del ricatto.
Stando all'accusa il 26enne si era fatto consegnare da un fornitore 10.000 euro (trovati nelle scarpe al momento del fermo) per evitare che il video hard girato tra i due, con un cellulare nascosto, venisse divulgato online. Il fornitore, vittima del ricatto, sposato e con figli, agli investigatori ha detto di essere stato stordito con qualcosa di simile a sostanze stupefacenti durante il rapporto e di non ricordarsi bene cosa è successo. Le banconote che il fornitore ha consegnato al barista erano state segnate dai carabinieri. Erano le stesse trovate dopo qualche istante nelle scarpe del 26enne fermato appena salito in auto dopo aver incassato la somma.(p.b.)
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