Il Tirreno

Pisa

Caso Ragusa, la Procura chiede di annullare il proscioglimento di Logli

Pietro Barghigiani
Antonio Logli e Roberta Ragusa
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Antonio Logli e Roberta Ragusa

Presentato il ricorso in Cassazione. La Suprema Corte potrebbe decidere che sia un altro giudice a stabilire se il marito di Roberta debba andare a processo

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PISA. La Procura ha presentato la mattina di giovedì 18 giugno il ricorso in Cassazione per chiedere l'annullamento della sentenza con la quale il 6 marzo scorso  il gup Giuseppe Laghezza ha prosciolto Antonio Logli dell'accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere, quello della moglie Roberta Ragusa. Lo rende noto il procuratore facente funzioni, Antonio Giaconi.

Anche la procura generale di Firenze ha presentato ricorso in Cassazione contro il proscioglimento di Antonio Logli, che era accusato dell'omicidio della moglie, Roberta Ragusa, scomparsa da San Giuliano Terme (Pisa), la notte fra il 12 e il 13 gennaio 2012. Il ricorso della procura generale, firmato dal magistrato Alessandro Crini, chiede, tra l'altro, di rivalutare il comportamento di Logli nei giorni successivi alla scomparsa della moglie e le testimonianze delle persone che dicono di aver visto la coppia litigare. Il ricorso della procura generale va ad affiancare quello presentato oggi dalla procura di Pisa.

Questi ricorsi si aggiungono a quello presentato nei giorni scorsi dall'associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse. In caso di accoglimento da parte della Suprema Corte, verrà celebrata una seconda udienza preliminare, davanti a un altro giudice,  per valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

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Sono quattro i motivi che hanno portato la Procura a chiedere l'annullamento del "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste" nei confronti di Logli. Per prima cosa si sostiene che il gup sarebbe andato oltre il suo compito entrando nel merito della vicenda. Secondo, non avrebbe valutato una serie di elementi dell'accusa, procedendo "a senso unico". Terzo punto, se il gup sostiene che in assenza del cadavere non c'è prova che Roberta Ragusa sia stata uccisa, è anche vero - dice la Procura - che non dà alcun elemento a sostegno del fatto che la donna sia ancora viva. Quarta e ultima motivazione, la Procura contesta l'affermazione del gup secondo cui il processo non avrebbe potuto aggiungere ulteriori elementi, sostenendo che invece esiste la possibilità di ascoltare altre persone o di ascoltare meglio testi già sentiti.

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