Il Tirreno

Pisa

Energia elettrica dalle onde del mare

di Sharon Braithwaite

A Marina sarà installato un impianto avveniristico capace di rifornire il porto e tutta la frazione

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MARINA. L’energia del mare potrebbe inondare Marina di luce e tecnologia. L’idea è alla base del progetto “Blu Marina” di Elements, una società che utilizza alcune tecnologie brevettate da un’azienda pisana. Stiamo parlando di 40South Energy, produttrice delle “macchine delle onde” che convertono l’energia delle onde in energia elettrica, a impatto zero sull’ambiente. A breve ne sarà installata una al largo di piazza Sardegna a Marina: l’energia che produrrà confluirà nella rete elettrica già esistente. Costo dell’opera: meno di un milione di euro. Un impianto di questo tipo è già installato al largo dell’Isola d’Elba ed è proprietà di Enel Greenpower.

Elements unisce i quattro elementi principali (aria, acqua, terra e fuoco), tramite l’uso di tecnologie e competenze all’avanguardia, e ha messo a punto un progetto innovativo di “community micro grid”.

«La “micro grid” è una rete elettrica intelligente; le “community micro grid” sono una delle tendenze principali a livello mondiale nel campo energetico – spiega Michele Grassi, amministratore delegato di 40South Energy e uno dei fondatori di Elements -. Permettono una produzione di energia (in questo caso a partire dal moto ondoso) più vicina al consumo e un’ottimizzazione del suo utilizzo. Il contenuto tecnologico di queste micro reti intelligenti bilancia i carichi, l’utilizzo e la produzione di energia».

In “Blu Marina” le macchine delle onde producono energia che alimenta le auto elettriche messe a disposizione, impianti di dissalazione dell’acqua del mare, le batterie delle barche e i lampioni multifunzione. Un progetto che potrebbe essere replicato in altre marine e che presto sarà realizzato su un atollo alle Maldive. «L’integrazione tra porto, macchina delle onde e auto elettriche è del tutto nuova. Il costo di utilizzo di queste ultime è impostato in modo da offrire agli investitori in “Blu Marina”, tra cui ci saranno molti degli utilizzatori del servizio, una redditività ragionevole – dice Grassi -. Stiamo valutando anche la possibilità di mettere qualche piccola pala eolica sulla diga. I lampioni pubblici a led con wi-fi sono un ulteriore strumento per irraggiare di tecnologia il lungomare, frequentato da tanti turisti. Il progetto è modulare ed estendibile anche alle aree interne; in futuro, chissà, anche alle proprietà private. Il porto è il nucleo di “Blu Marina”, ne beneficerebbe tutta la frazione».

Altra componente della “community grid” è il dissalatore. «Ad oggi il porto ne ha solo uno e questo per loro è un problema. Installarne altri permetterebbe di irrigare la piazza adiacente e di rifornirla di fontanelle pubbliche – aggiunge Grassi -. La piattaforma informatica consente la prenotazione congiunta di posto barca e auto elettriche. La speranza è che anche i marinesi comincino ad usare queste vetture: per ora è fantascienza, ma è possibile e sarebbe una rivoluzione, soprattutto considerando i costi».

Elements intende finanziare tutto il progetto non con soldi pubblici, bensì con il crowdfunding. «Abbiamo contattato già un’azienda della zona, tra le prime in questo campo. La comunità finanzierebbe il progetto», conclude Grassi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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