«Un assalto da delinquente con la bomboletta spray»
Il racconto del capotreno aggredito con la sostanza urticante da un immigrato «È stato tutto molto veloce. Un grande spavento, ma sto cercando di superarlo»
PISA. «Da chi si deve difendere un uomo che gira con in tasca una bomboletta al peperoncino?». Se lo chiede dalla notte dell'8 giugno Andrea Scarpellini. L'uomo, 41 anni di Cecina, è il capotreno aggredito con lo spray da un nordafricano alla stazione ferroviaria di Pisa durante il suo turno di lavoro.
Un'ultima corsa, quella delle 23,27 dalla città della Torre pendente verso casa, che si è conclusa al pronto soccorso da cui è uscito con in mano un referto di cinque giorni.
Scarpellini ha solo una certezza: «Quello spray non gli serviva certo per proteggersi da un capotreno. Può capitare di avere delle discussioni, anche accese, ma da lì a trascendere sul piano fisico il passo è lungo. In 18 anni non mi era mai accaduto». E aggiunge: «Chi fa un gesto del genere o non è in grado di intendere e di volere oppure è un delinquente». Una fuga quella dell’immigrato che non ha avuto testimoni utili per identificarlo. La Polfer, chiamata dal capotreno, è intervenuta subito, prima soccorrendo il ferroviere e poi cercando l'aggressore.
Qual è stata la scintilla? Il capotreno torna a quella sera. «Ho fischiato e dato il segnale di pronti a partire al macchinista. Ma appena dato il comando di chiusura elettronica delle porte quell'uomo si è affacciato di nuovo sulla soglia e le porte si sono riaperte».
Stando alla ricostruzione del ferroviere è accaduto per quattro volte di seguito, nonostante i suoi richiami e le spiegazioni che si stava interrompendo un pubblico servizio. A tentare l'extracomunitario la compagna ferma sul binario con cui si stava salutando a suon di baci appassionati. «L'uomo prima ha fatto finta di non sentire e poi è sbottato». Ne è nato un diverbio che nel giro di pochi secondi è diventato acceso e al limite dello scontro fisico. «È stato tutto molto veloce. Ho visto che stava armeggiando in una tasca da cui ha estratto qualcosa». Poi d'improvviso il buio e il dolore lancinante. «È stato come se mi avessero versato una pentola di acqua bollente sul viso. Ho temuto che fosse dell'acido». Minuti interminabili. «Mi hanno aiutato a lavarmi con dell'acqua. E dopo un po' ho aperto gli occhi. Erano rossi e gonfi ma la vista c'era. E poi mi sono leccato un labbro e ho sentito pizzicare». Da lì il trasferimento con un'ambulanza inviata dal 118. Dopo le prime medicazioni è stato trattenuto in osservazione e rimandato a casa. Da domenica il capotreno Andrea Scarpellini sarà di nuovo in servizio. La sua vista non ha subito danni. «Lo spavento iniziale è stato forte, ma sto cercando di superarlo. In certi orari nel nostro servizio c'è da stare attenti».
Manolo Morandini
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