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Pisa

Oltre 150 ricorsi contro la Ctt Nord

Oltre 150 ricorsi contro la Ctt Nord

I dipendenti portano in tribunale l’azienda per recuperare i soldi dell’integrativo

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PISA. Nel dicembre 2013 incrociarono le braccia e paralizzarono per due giorni l’intera provincia. La lotta dei lavoratori della Ctt Nord «per la difesa del salario e dei diritti conquistati in anni di battaglie» si sposta ora nelle aule dei Tribunali. In quelle di Pisa, il 17 settembre saranno discussi i ricorsi (oltre 150) presentati lo scorso dicembre dai dipendenti di Pisa e Lucca della società che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale iscritti alla Uiltrasporti. I ricorrenti chiedono il recupero delle somme economiche (250 euro mensili in media) decurtate con la disdetta dei contratti integrativi in vigore nelle vecchie aziende (Cpt a Pisa e Clap a Lucca) e con l’emanazione nel marzo 2014 da parte della società di una regolamentazione unilaterale «che - accusano i rappresentanti della Uiltrasporti - ha cancellato la storia, economica e di diritti, dei lavoratori. Istituti come infortuni, malattia o donazioni di sangue oggi vengono equiparati ad assenze e decurtati dagli stipendi».

Ai ricorsi presentati dai lavoratori vicini alla Uil (a Lucca insieme a quelli dell’Ugl) si aggiungono i quattro presentati la scorsa settimana da altrettanti dipendenti iscritti alla Filt-Cgil e alla Faisa-Cisal che, in caso di esito positivo, saranno seguiti da altri 200 ricorsi. «Siamo contenti che dopo oltre un anno anche gli altri sindacati hanno sposato la causa dei ricorsi - sottolinea David Zullo, segretario regionale Uiltrasporti -. Non si capisce però perché rifiutano tavoli unitari se stiamo portando avanti lo stesso percorso».

«L’azienda - proseguono i delegati della Uiltrasporti - continua a soffrire la carenza di personale e una scarsa organizzazione, mentre le condizioni di lavoro sono andate pian piano peggiorando. A farne le spese è sempre la parte più debole: lavoratori e utenti, ai quali la società non riesce a garantire un servizio adeguato». Una situazione di emergenza, secondo la Uil, nella quale è mancato l’intervento della politica e della parte pubblica, proprietaria dell’azienda «che - accusano i delegati della Uiltrasporti - rischia di essere ceduta completamente ai privati, come accaduto a Firenze». «Più volte le opposizioni hanno chiesto di discutere della situazione della Ctt Nord e dei suoi lavoratori in consiglio comunale - conclude Valeria Antoni, capogruppo del M5S - ma la maggioranza ha sempre rifiutato il confronto».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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