Il Tirreno

Pisa

NON TUTTE LE NOVITÀ PAGANO MA BEN VENGA IL CAMBIAMENTO

di PAOLO FONTANELLI*

di PAOLO FONTANELLI* Vedo che Giuseppe Forte scrive una nota in polemica con il mio commento sui dati elettorali. Una nota curiosa perché mentre uno chiama cuori lui risponde picche. Un modo strano...

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di PAOLO FONTANELLI*

Vedo che Giuseppe Forte scrive una nota in polemica con il mio commento sui dati elettorali. Una nota curiosa perché mentre uno chiama cuori lui risponde picche. Un modo strano per sfuggire al confronto dichiarato in premessa. Io ho posto anzitutto il tema della crescita dell’astensionismo che ha raggiunto punte preoccupanti. Ne ha parlato negli stessi termini il presidente Mattarella proprio in questi giorni. Ed è particolarmente significativo che il calo dei votanti si manifesti in modo più accentuato nelle cosiddette “regioni rosse”. Si può certamente dire che il fenomeno è generale e non nasce ora, ma quando si scende intorno al 50% bisogna preoccuparsi. E inoltre dall’analisi dei flussi di tutti gli analisti emerge chiaramente che le quote maggiori del non voto vengono da elettori del Pd e di Forza Italia.

Forte ci propone di ignorare questo problema e si cimenta in un confronto tra le cifre dei voti allo scopo di dire che il Pd ha vinto. Non è una grande scoperta in verità, era già evidenziata nei numeri che ho riportato nel mio post, confrontando 2015 con 2010. Invece per quanto riguarda il 2005 bisogna ricordare che il Pd ancora non esisteva, c’era Uniti nell’Ulivo con una coalizione di sinistra (Pdci, Verdi, Idv). Dal punto di vista politico si tratta di un’altra era geologica.

Mentre un senso ce l’ha sempre il confronto tra dati di elezioni omogenee tra il primo e il secondo mandato. In certo senso si misura anche la capacità di allargamento del consenso che ha avuto un’esperienza amministrativa dopo cinque anni di governo. Anche facendo la giusta tara dovuta al calo dei votanti. Ed è proprio muovendo dai dati (il presidente Rossi è sceso di 11 punti percentuali in Toscana e di 14 nella nostra provincia rispetto a cinque anni fa) che ho inteso segnalare l’esigenza di una riflessione seria sul significato del voto. Dire, come fa Forte, che “tutto va bene madama marchesa” non credo porti molto lontano. Non si è accorto che in molti, tra i tanti, che non sono andati a votare ci sono anche elettori del Pd che non lo hanno fatto perché sono andati al mare e perché hanno scelto di astenersi per disagio politico, vuoi per le pensioni, per la scuola o per il lavoro, oppure per alcune decisioni regionali, comunque perché non sono convinti che siamo sulla buona strada.

Penso che il Pd si debba preoccupare di recuperare questo consenso, anche perché non si esce dalla crisi e non si concretizza il cambiamento senza ricostruire un clima di diffusa fiducia nel Paese. Quanto alla discussione sul rinnovamento dei gruppi dirigenti ho già detto che è auspicabile, ma meno male che in queste elezioni avevamo candidati “nuovi” come Rossi, Emiliano, De Luca, Catiuscia Marini e Luca Ceriscioli. Tutti con alle spalle una solida esperienza di sindaco. Le novità Moretti e Paita non hanno prodotto quanto ci si aspettava. Tuttavia ben vengano alla prova nuove energie.

(* deputato del Partito democratico)

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