Incontro negato rovescia i mobili
Il giovane voleva parlare con Filippeschi che non era in sede «Non ho un lavoro, sono disperato». Denunciato dai vigili
PISA. «Sono senza lavoro, voglio parlare con il sindaco». Quando in Comune gli hanno risposto che Marco Filippeschi era fuori e che al limite poteva prendere un appuntamento, Noris, 24 anni, di Pisa, è esploso in una reazione scomposta. Le imprecazioni contro l’amministrazione sono state accompagnate da una rabbia scaricata sugli arredi collocati al secondo piano di Palazzo Gambacorti lungo il corridoio che porta alla stanza del sindaco. Prima una poltrona presa a calci, poi una vecchia scrivania rovesciata.
Il personale ha provato a calmare il giovane, con un figlio piccolo e disperato per un lavoro inseguito e non ancora trovato. È stato necessario l’arrivo dei vigili urbani per calmarlo. Dopo l’identificazione al comando di via Battisti, Noris è stato portato in questura e fotosegnalato. Per lui è scattata una denuncia per danneggiamento aggravato.
Il sindaco, invece, ha avuto una scorta di due agenti della municipale e ieri sera un’auto della polizia locale è rimasta per qualche ora davanti alla sua abitazione.
L’episodio, sintomatico di un malessere che deraglia in escandenze, è avvenuto intorno alle 10,30. Noris è entrato in Comune. Era da solo. È salito fino al secondo piano e ha chiesto di poter parlare con il sindaco. Filippeschi in quel momento era impegnato con la visita in città del presidente dell'autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone.
Il giovane, agitato, ha fatto capire quanto fosse urgente l’esigenza di affidare a Filippeschi tutta la sua disperazione per una situazione personale difficile.
Un bimbo piccolo, un’occupazione che non c’è e, soprattutto, senza una prospettiva di trovarla a breve.
Un cocktail di sconforto e pessimismo deflagrato nei danneggiamenti quando Balestri ha capito che non avrebbe parlato con il sindaco.
Qualche secondo di accanimento contro gli arredi, ma nessuna violenza verso gli impiegati. Solo con il suo avvilimento, «sono disperato perché non lavoro», il giovane è stato fermato dai vigili urbani e senza fare storie li ha seguiti al comando per fornire le sue generalità. «Mi dispiace, ma sono davvero disperato» ha detto ai vigili.
Il passaggio in questura è servito per il fotosegnalamento. In tarda mattinata è stata rimandato a casa con una denuncia per danneggiamento aggravato.
Turbato per l’accaduto, Filippeschi ha chiesto una vigilanza soft durante i suoi spostamenti. Un’auto di servizio da ieri sera è piazzata davanti al condominio dove vive.
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