Il Tirreno

Pisa

È terra di nessuno la spiaggia che era dei soldati americani

di Danilo Renzullo
È terra di nessuno la spiaggia che era dei soldati americani

Degrado nell’area lasciata libera dal comando di Camp Darby Tappeti di rifiuti e siringhe, strutture danneggiate dai vandali

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PISA. L'ex American Beach riapre i battenti. Al degrado e ai vandali. In attesa dell'assegnazione temporanea, la spiaggia gestita fino a pochi mesi fa dal comando di Camp Darby è diventata terra di nessuno. Ufficialmente è chiusa (le entrate sbarrate e gli edifici inutilizzabili), ma di fatto è diventato il luogo prediletto di chi, soprattutto nei fine settimana, è alla ricerca di un posto gratuito dove passare una giornata al mare.

La spiaggia, priva di cestini e dei servizi essenziali, inizia però a mostrare i primi segni di abbandono e degrado, che peseranno, economicamente e non, su chi la gestirà fino al prossimo 31 dicembre. Sacchetti di immondizia e rifiuti vari stanno pian piano invadendo la spiaggia, dove sono ancora visibili i segni di un recente falò. La sabbia sta invece lasciando il posto a bottiglie di vetro e plastica, lattine e contenitori vari. Ben più grave è la situazione in cui appaiono le strutture. Parte delle cabine sono state vandalizzate. Le porte in legno divelte. Al loro interno sono rimasti i resti di pasti consumati sulle panche che un tempo servivano per il cambio di abiti. I cavi dell'elettricità, per buona parte tranciati, possono invece rappresentare un pericolo.

Nell'ultimo periodo, qualcuno ha deciso anche di trascorrerci la notte, accampandosi nel bel mezzo della spiaggia, dove sono state ritrovate anche alcune siringhe.

Il tratto di arenile è stato lasciato dagli americani con un atto di rinuncia alla vecchia concessione demaniale, sulla scia del ridimensionamento in atto da tempo della base di Camp Darby. L'American Beach è stato per anni l'unico stabilimento balneare per le truppe statunitensi esistente in Europa: i soldati e le loro famiglie vi arrivavano dalle basi in Europa, ma anche di ritorno dalle missioni. All'inizio dell'anno i militari hanno completamente svuotato le strutture, portando via tutte le attrezzature (anche i lampioni sono privi delle lampade), oggi desolatamente abbandonate e in netto contrasto con i lidi adiacenti, per i quali la possibile destinazione a spiaggia libera, come prevede una delle due proposte di gestione presentate al Comune (ne parliamo accanto), può rappresentare un problema, non in termini di concorrenza, ma di gestione. I bagni limitrofi saranno costretti a prendere delle “contro-misure”, a partire dalla sorveglianza notturna fissa.

«La migliore proposta era quella avanzata dall'assessore Sanzo – commentano dal confinante bagno Hoasy, domenica scorsa “invaso” da almeno 150 bagnanti che cercavano di raggiungere l'ex spiaggia degli americani -, che prevedeva attività ed impianti sportivi multidisciplinari e poteva rappresentare un trampolino di lancio per l'intero litorale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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