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Quattro baby dietro al successo di Alessandra Nardini
PISA. Mattia Belli, consigliere comunale, “sindaco” di Montecastello, come lo definiscono tutti, è uno degli artefici della candidatura di Alessandra Nardini, la studentessa di 27 anni che ha...
PISA. Mattia Belli, consigliere comunale, “sindaco” di Montecastello, come lo definiscono tutti, è uno degli artefici della candidatura di Alessandra Nardini, la studentessa di 27 anni che ha conquistato un posto in Regione. Lui e altri tre della segreteria provinciale dei Giovani Democratici. «L’idea è partita da un gruppo ristretto - dice - io, Federico Grossi, Matteo Trapani e Lorenzo Ragaglia. Oltre a Alessandra. Ovviamente. Ma in poco tempo abbiamo coinvolto tutti i giovani che hanno un ruolo nelle amministrazioni pubbliche, poi gli altri».
Perché Alessandra?
«Perché dai giovani doveva arrivare un segnale forte. Alessandra è giovane, competente. E donna. Ha alle spalle sei anni di esperienza nell’amministrazione pubblica a Capannoli. Sei anni di politica locale, quattro a livello provinciale. Non è poco».
E come avete fatto a conquistare i consensi che le hanno permesso di arrivare in Regione?
«Abbiamo fatto una lunga serie di incontri: prima nei circoli dei Pd, poi in ogni paese della provincia, raccontando qual era il nostro pensiero, i nostri obiettivi, i propositi».
Perché questa proposta è arrivata solo ora?
«Nessuno di noi aveva la maturità giusta, nel campo della politica territoriale, per poter fare le cose per bene. C’è stata una crescita personale e abbiamo capito che era il momento per poter dire la nostra».
E qual era il messaggio che avete portato negli incontri fatti nel paesi?
«Uno slogan: “Dare spazio a un sogno”. Che poi è quello di intercettare le nostre esigenze e di portarle in primo piano dove si decidono le politiche per la Regione».
Emilio Chiorazzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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