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Rossi vince facile, astensionismo record
A notte fonda solo 46 seggi su 411 erano stati scrutinati. In città ha votato il 49,42%, la Lega Nord secondo partito
ANTONIO VALENTINI. Lo spoglio è stato più complicato del previsto e, alle prime ore del mattino, solo 46 seggi sui 411 in provincia di Pisa risultavano scrutinati. Ma i pochi dati disponibili danno Enrico Rossi vincitore al primo turno, ben oltre la soglia del 40% (in provincia di Pisa 47,77%) al di sotto della quale ci sarebbe stato il ballottaggio. Dopo di lui, ma molto distanziato, Claudio Borghi (Lega Nord e Fratelli d’Italia, 21,15%) e Giacomo Giannarelli (M5S, 16,08%). Delude Stefano Mugnai (Forza Italia, 7,33%) e in parte anche Tommaso Fattori (Si-Toscana a sinistra, 6,47%). Giovanni Lamioni, di Passione per la Toscana, negli stessi 30 seggi ottiene uno striminzito 1,19%. Crescono i non votanti.
Il non voto. Quello degli astensionisti è di gran lunga il primo partito. Pisa non fa eccezione, anzi induce ancor più a riflettere. Di queste regionali si è discusso per mesi, complice la controversa vicenda dell'aeroporto e della fusione con Firenze. Gli ingredienti perché la partecipazione tendesse al rialzo c'erano tutti, ma il dato finale del 49,42% (50,46% in provincia) è deludente, se si pensa che alle precedenti regionali (si votava anche il lunedì) il dato si attestò sul 59,43%, alle politiche 2013 al 78,45% e alle europee dell'anno scorso al 60,02%. Anche perché il partito di maggioranza, il Pd, ha messo in campo i propri samurai i quali, di per sé, avrebbero potuto produrre un effetto-trascinamento che, a conti fatti, non c'è stato. Sarebbe comunque ingeneroso e sbagliato ricondurre il flop dei votanti unicamente a questioni locali. E non solo perché altrove si è fatto uguale o peggio, quanto per il fatto che l'Italia negli ultimi quindici anni ha vinto il titolo europeo dell'astensionismo. Una disaffezione a senso unico, vale a dire quella dei cittadini verso la politica: non si può dire il contrario perché se il numero degli elettori si assottiglia progressivamente, le poltrone restano le stesse. In Toscana, è vero, si sono drasticamente ridotte, ma il principio non cambia. E, come osserva il sindaco di Vecchiano, Giancarlo Lunardi, "lo scontro finale sugli impresentabili ha aumentato la sfiducia, bisognerà riflettere".
La corazzata Pd. Oggi i dati definitivi riveleranno quanto il Partito democratico è stato coeso attorno alla ri-candidatura di Enrico Rossi, vale a dire se il governatore ha ottenuto più o meno voti delle liste a sostegno. Certo è che se nella regione renziana per eccellenza viene eletto al primo turno il presidente uscente, che non fa mistero della sua appartenenza alla sinistra classica, la prova di forza è evidente. Alla sinistra del Pd non c’è spazio, come dimostrano i risultati deludenti di Sì-Toscana.
Il M5s. La rimonta non è riuscita, a dispetto di una campagna elettorale più concreta del solito. È noto che l'effetto-Grillo a livello locale si rivela sempre attenuato, tuttavia il recupero dopo le disfatte nelle ultime regionali non c'è stato. È verosimile che l'effetto-astensionismo non abbia risparmiato la galassia grillina, alle politiche capace di intercettare il voto degli indecisi e dei delusi
Lega crescente. La disputa sull'eredità politica di Berlusconi ha provocato la frantumazione balcanica dell'ex Popolo della Libertà. Nessuno si stupisca se, a spoglio concluso, sarà confermato il dato che vede la Lega Nord (coalizzata con Fratelli d'Italia) motore trainante del centrodestra toscano. Un exploit non previsto dai sondaggi. E d'altronde le ambizioni di Forza Italia non andavano al di là di una sopravvivenza dignitosa, con il partito ormai allo sbando e dilaniato dalle faide interne. Ora la sfida per Claudio Borghi consisterà nel dare risposta una risposta compiuta all'elettorato moderato del centrodestra, che fino a un certo punto si ritrova nell'urlatore Salvini e nelle sue immagini forti. Certo è che, al netto dell'affermazione leghista, la forbice tra Rossi e Borghi (più che doppiato) rivela che, in fin dei conti, non c'è stata partita.
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