Contestate le “Sentinelle in piedi”
Da una parte iniziativa contro le nozze tra omosessuali, dall’altra proteste dei movimenti gay e per la difesa dei diritti
PISA. La musica contro il silenzio. I cartelli contro i libri. Il ballo contro l'immobilismo. Ieri le Sentinelle in piedi sono tornate a “vegliare” Pisa, in piazza San Francesco, per difendere la famiglia naturale e rivendicare il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre. Circa cento persone sono rimaste un'ora in piedi, in silenzio, leggendo libri. “Una veglia per la famiglia”, è stata definita dai promotori. Una protesta silenziosa e statica per esprime dissenso al ddl Cirinnà sulle unioni civili - che equipara le famiglie gay e lesbiche a quelle regolarmente sposate - alla quale si è contrapposto un contro-presidio di oltre 250 giovani appartenenti a decine di movimento, collettivi e associazioni, riuniti per manifestare contro l'omofobia in via San Francesco, a pochi metri dalla piazza, blindata e inaccessibile. Le forze dell'ordine hanno formato una sorta di zona rossa con un blindato e due cordoni di poliziotti in assetto anti-sommossa a tenere separati i due presidi. Anche i rappresentanti di varie forze politiche sono scesi in piazza. Ciccio Auletta di Una città in comune, Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd, e Simonetta Ghezzani di Sel hanno scelto il contro-presidio di protesta. Diego Petrucci di Noi adesso Pis@ si è invece unito alle Sentinelle.
Due idee, due visioni di famiglia e del mondo opposte sono scese ancora una volta in piazza dopo il raduno delle scorso ottobre quando, per la prima volta le Sentinelle sono comparse a Pisa, in piazza dei Cavalieri, accompagnate da una contro-manifestazione, a tratti anche piuttosto accesa, di associazioni e collettivi cittadini.
Anche ieri, il silenzio delle Sentinelle, che lo scorso fine settimana hanno silenziosamente “invaso” oltre cento piazze italiane, è stato squarciato dalla musica e dai cori di chi gioiosamente ha manifestato a favore dei diritti dei gay e delle unioni civili dietro lo striscione “Voi in piedi, noi in tutte le posizioni”. Nessun cartellone, nessuno slogan, nessun coro, ma solo il silenzio e la lettura ha accompagnato il presidio delle Sentinelle.
«Nell'indifferenza generale, il parlamento sta discutendo un disegno di legge che equipara le unioni civili fra persone dello stesso sesso al matrimonio – spiegano le Sentinelle -. Oltre a una “ridefinizione” e a uno “snaturamento” del matrimonio, questo comporterà anche che un bambino potrà essere privato del proprio papà o della propria mamma naturale e adottato dal convivente dello stesso sesso. Ciò significa aprire nel nostro Paese la strada alla legittimazione della pratica dell’utero in affitto, tecnica disumana che tratta i bambini come oggetti da produrre ad uso e consumo degli adulti e che sfrutta la maternità di donne povere costrette a vendere quanto hanno di più caro. Una nuova forma di schiavitù e sfruttamento sarà istituzionalizzata nel torpore generale e le donne saranno ridotte a fornitrici di materiale biologico o incubatrici a pagamento, mentre i bambini non saranno più “soggetti di diritti” ma “oggetto del diritto” egoistico altrui».
Le Sentinelle ribadiscono il loro no all’introduzione dell'ideologia gender fra i banchi di scuola e rimarcano la pericolosità del ddl Scalfarotto «che vuole introdurre il reato di opinione per punire la cosiddetta omofobia».
L'altro schieramento ha invece sottolineato il tentativo da parte delle Sentinelle di portare in piazza contenuti di «odio e discriminazione, facendo passare messaggi beceri e privi di contenuti».
«Secondo le Sentinelle – dicono i manifestanti – l'educazione alle differenze è sinonimo di perversione. L'Italia è invece un paese in cui è necessario educare alle differenze e a Pisa, che già in passato ha dimostrato di non gradire le Sentinelle, questa necessità è ancora maggiore, visto che la città sta passando alle cronache nazionali per atti di razzismo e di intolleranza».
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