Il presidio
Ragazza vittima di razzismo arriva la solidarietà da Udine
L’avvocato Mario Pagnutti, sapendo che vuole studiare giurisprudenza, le ha inviato un’agenda e lo statuto professionale come segno augurale
PISA. Si moltiplicano gli attestati di solidarietà in favore della ragazza offesa con sette lettere anonime a scuola, solo perché brava e di pelle nera. Nel frattempo non si esclude che già in queste ore i carabinieri possano passare alle vie di fatto, ovvero agli interrogatori dei compagni di classe. L’impressione è che alla procura presso il tribunale dei minori non sperino più che i colpevoli escano in modo spontaneo.
Intanto per l’allieva del primo anno di una scuola superiore pisana da Udine è arrivato un regalo: un’agenda dell’Ordine degli avvocati della città friulana e una copia dello Statuto degli avvocati. Il pacco è arrivato in redazione al “Tirreno” di Pisa e proviene dallo studio legale di Mario Pagnutti, accompagnato da una lettera: «Mi permetto di chiedervi la cortesia di far pervenire alla ragazza e al suo coraggioso papà tutta la mia più affettuosa solidarietà, da uomo, da cittadino e da avvocato». Pagnutti si complimenta con lei «per gli ottimi risultati conseguiti nello studio del diritto» e le augura «le migliori fortune, un domani anche professionali».
La studentessa e la sua famiglia riceveranno in questi giorni il pacchetto: si ricordi che la storia nasce dalla pubblicazione degli scrutini di febbraio, quando i compagni della ragazzina hanno scoperto che la protagonista involontaria di questa vicenda aveva ricevuto dieci in diritto, la sua materia preferita. Da un lato il suo sogno di diventare avvocato; dall’altra la gelosia e il razzismo di uno o più compagni di classe: «Non si è mai vista una negra che prende 10 a diritto» è una delle frasi più dure contenute nelle missive (quattro al pc e tre scritte a mano) che sono comparse in questi mesi. L’ultima è di giovedì, quando la notizia era già sulle prime pagine di tutti i media nazionali; e diventava una sfida da parte del corvo: ai carabinieri che indagano; e alla stessa compagna di classe la mano anonima dice che «non saprete mai chi sono».
L’attestato dell’avvocato udinese segue altri gesti di solidarietà avvenuti in questi giorni: solo per dirne alcuni, la sottosezione di Pisa dell’Associazione nazionale magistrati e l’Ordine provinciale degli avvocati hanno invitato la giovane di colore a fare un giro in Tribunale. E dall’Abruzzo un altro invito, alla Marcia della Tolleranza che ogni anno si svolge a Pineto in provincia di Teramo. Davanti all’ingresso dell’istituto dove studia la ragazza, c’è sempre lo striscione: «Io appartengo all’unica razza che conosco, quella umana». E ieri alcuni compagni di scuola hanno ribadito lo sdegno: «Siamo esterrefatti per quanto accaduto e siamo vicini alla nostra compagna», dice una studentessa. Un’altra aggiunge: «Ci teniamo comunque a dire che la stragrande maggioranza degli studenti e degli insegnanti combatte e ripudia ogni forma di discriminazione». Tuttavia gli allievi della scuola respingono le accuse che generalizzano: «Qui ci sono molti stranieri, ma è la prima volta che il nostro istituto si fa teatro di un atto tanto ignobile». (g.c., l.b.)
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