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La sanità in crisi va alla ricerca di una terza via

Un momento della tavola rotonda (foto Caiola)
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Un momento della tavola rotonda (foto Caiola)

Incontro con i professori Antonello Desogus e Luca Del Bene in occasione dell'inaugurazione del polo congressuale Eliopoli

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PISA. E'  possibile trovare una terza via tra il modello sanitario toscano, basato in larghissima parte sul pubblico, e quello lombardo che si regge sul privato? E soprattutto è possibile riscrivere il rapporto tra sanità pubblica e privata?

Sono due delle domande cui si è cercato di dare una risposta nel corso di una tavola rotonda che si è tenuta a Calambrone, in occasione dell'inaugurazione del polo congressuale Eliopoli.

Organizzata dal dottor Roberto Di Mitri, direttore del Centro vascolare toscano, e coordinata dal giornalista Luca Daddi, vicecaposervizio del "Tirreno", l'iniziativa ha visto come relatori il professor Antonello Desogus, responsabile Unità operativa di chirurgia generale e capo dipartimento area chirurgica in una casa di cura in Sardegna, e il professor Luca Del Bene, ordinario di economia aziendale all'Università politecnica delle Marche. In sala c'erano numerosi medici, sia liberi professionisti che dipendenti del servizio sanitario nazionale.

Desogus ha tenuto una relazione su “Sanità in crisi: i punti di tenuta del sistema. Note di etica e di mercato”, mentre Del Bene ha intitolato il suo intervento “Decidere in sanità ai tempi della crisi”, arricchendolo con un excursus storico a partire dalla riforma degli anni Settanta attuativa dell’articolo 32 della Costituzione.

Nel corso della tavola rotonda ampio spazio hanno avuto le riflessioni sui tagli al servizio sanitario nazionale, sulle modalità con cui questi sono stati realizzati e sui modelli aziendali proposti. Attenzione è stata prestata anche alla riorganizzazione delle Asl in Toscana con la creazione di mega aziende sanitarie, operazione che ha creato non poche polemiche.

La conclusione: il rapporto tra pubblico e privato va riscritto e, soprattutto, il privato non può più essere demonizzato. Anzi - come ha sottolineato Del Bene - può diventare una risorsa per il sistema pubblico.

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