Il presidio
«Nuova pista dannosa» M5S contro Peretola
Presentazione dei candidati grillini in piazza Gambacorti con il senatore Crimi La capolista è Irene Galletti, impiegata all’aeroporto Galilei: «Pisa ci rimette»
PISA. «Non siamo stati nominati dal partito ma votati online: un modo per coinvolgere la cittadinanza e sostenere la democrazia diretta». Secondo il Movimento 5 Stelle questo è ciò che distingue i candidati pentastellati alle prossime elezioni regionali. Incontro pubblico in piazza Gambacorti, alla presenza del senatore Vito Crimi. La capolista è Irene Galletti, 38 anni, impiegata all’aeroporto di Pisa. «La nuova pista che verrà costruita nell’aeroporto di Peretola è un “appaltificio”, come il Mose e l’Expo; è dannosa per l’ambiente, saranno distrutti 300 ettari di piana fiorentina. Pesantissime le conseguenze su Pisa - dice Galletti -. Necessario ripensare la politica del turismo, che in Toscana è subìto e non gestito, sviluppare il web marketing e tutelare le nostre eccellenze».
«Proponiamo di integrare le varie università toscane e poli tecnologici in un campus universitario internazionale, in cui si parla solo inglese, che attragga i cervelli migliori dal resto del mondo e che promuova la ricerca in Toscana - spiega Enzo Dell’Aquila -. L’università deve essere un traino per lo sviluppo della Toscana». «Basta con le ingerenze dei partiti nell’amministrazione delle cose pubbliche - dice Marco Bartalucci -. Sì ad una sanità diffusa: abolizione dei ticket aggiuntivi e riduzione delle liste d’attesa per le visite».
«Non siamo solo il popolo della rete, ma anche del territorio attraverso i meetup - precisa Emanuela Atzori -. Fondamentale dare un impulso al turismo termale e allo sviluppo rurale». Stefano Mazzuca, 27enne ingegnere biomedico, propone di introdurre un reddito di cittadinanza a livello regionale, «riducendo gli sprechi e attingendo dall’Irap. Potrebbe far ripartire e introdurre flessibilità nel mercato del lavoro». Pierluigi Pagnotta punta il dito contro la politica pisana, «che investe fondi sulle grandi opere edili, che causeranno un deficit di bilancio del Comune: a rischio i servizi per i quali i cittadini pagano le tasse». «Chiediamo bilanci trasparenti e comprensibili, tutta la documentazione delle amministrazioni deve essere digitalizzata - dice Catiuscia Leonardi -. Un esempio virtuoso è bilanciovico.it. Devolveremo il 50% del nostro stipendio da consiglieri a un fondo per le imprese locali». «Il progetto “Giovani sì” è costato 560 milioni e ha prodotto solo lo 0,4% di assunzioni - conclude Giulia Torrini -. Proponiamo di usare i soldi in modo più intelligente».
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
