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Pisa

IL PROGETTO della fondiaria paradisa

Quei 20 appartamenti di lusso naufragati con la proprietà

Quei 20 appartamenti di lusso naufragati con la proprietà

PISA. Al posto delle stanze da abitare in quei 10.000 metri cubi di scheletro degno di una periferia degradata, ci sono anfratti dove spacciatori e tossici hanno allestito le loro personali sale per...

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PISA. Al posto delle stanze da abitare in quei 10.000 metri cubi di scheletro degno di una periferia degradata, ci sono anfratti dove spacciatori e tossici hanno allestito le loro personali sale per drogarsi.

Progetto ambizioso quello che nel 2011 prese il via con ruspe e betoniere. Nel giro di 18 mesi avrebbero dovuto prendere forma 20 appartamenti di pregio nell’operazione voluta dalla proprietà, la Fondiaria Paradisa. Inghiottito nel gorgo della crisi edilizia, il cantiere è finito tra i beni da vendere per saldare parte dei numerosi creditori della società messa in ginocchio da un mercato che non ha risparmiato realtà ben più solide.

Doveva essere un recupero per restituire alla città uno spazio decoroso dopo i passaggi di proprietà e di destinazione, senza farsi mancare la solita occupazione di protesta contro gli immobili e decadenti.

Le intenzioni sono state sopraffatte da vicissitudini della società e congiunzioni economiche negative. Il risultato è un monumento abitato da fantasmi che lo usano come ricovero per trattare eroina o trovare riparo per la notte.

Il restyling avrebbe dovuto allontanare le occasioni di spaccio. La parabola discendente per paradosso, alla fine della storia, ha offerto una sede in più per procurarsi e consumare droga in ambienti ancora più spaziosi.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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