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parla l’assessore

«Siamo per la trasparenza e contro le esagerazioni»

«Siamo per la trasparenza e contro le esagerazioni»

PISA. Assessore Marilù Chiofalo, cos’è successo alla scuola elementare Battisti? «Purtroppo non è stata seguita la procedura concordata: non abbiamo certezze di nessun tipo. Questo è un caso in cui...

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PISA. Assessore Marilù Chiofalo, cos’è successo alla scuola elementare Battisti?

«Purtroppo non è stata seguita la procedura concordata: non abbiamo certezze di nessun tipo. Questo è un caso in cui c’è persino il dubbio che si tratti di un caso».

Cioè ha sbagliato la scuola a non dare subito l’allarme?

«L’insegnante che ha ravvisato la presenza del corpo estraneo lo ha considerato un semino e così la sporzionatrice. In totale buona fede la professoressa non ha dato seguito alla procedura. La situazione è diventata dubbia perché c’erano tre persone: una seconda insegnante ha pensato che fosse un vermetto. In mancanza del reperto, ormai dobbiamo stare a quello che dicono».

In conclusione?

«Se si trattava di un seme, non c’è problema. Se invece si trattava di un verme è chiaro che non deve rimanere nel piatto; ma non è preoccupante che ci sia su un pomodoro biologico. Questo è un caso in cui non bisogna allarmarsi».

Valeva la pena allora informare la cittadinanza di un caso dubbio?

«Sì, tutto deve essere sempre trasparente. Chi prepara, chi amministra, chi usa e persino chi non usa il servizio devono avere contezza di quello che accade, affinché possiamo sempre migliorare».

Qual è il rischio che si corre?

«Un’eccessiva esposizione di problematiche che sono naturali in questi servizi delicati. Statisticamente 10 segnalazioni con 700.000 pasti all’anno sono meno di quello che troviamo nei nostri piatti a casa. Ma si tratta di un servizio dedicato a persone di piccola età; si rischia l’ipersensibilizzazione e che tutto diventi negativo. E all’episodio successivo che si sopravvaluti o sottovaluti».

Come tornare alle giuste proporzioni?

«Lavorare di più sulla capacità di valutare importanza e dimensione dell’episodio. In modo che ciascuno possa farsi una sua idea. Ciò è coerente con lo spirito educativo di questo servizio; che non è riempire lo stomaco, ma igiene, relazione ed educazione». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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