Se musica e letteratura sono le ultime medicine
Il salotto dell’Hospice che ospita malati terminali si è trasformato in palcoscenico Gli artisti cantano e suonano, gli studenti leggono i brani dei grandi scrittori
PISA. Quando ormai la vita è giunta al tramonto, non servono più medicine. Una poesia lenisce il dolore più di ogni altro farmaco, un'aria cantata dal vivo da Andrea Bocelli fa sognare, l'arpa suonata da Fabius Constable crea un'aria magica. L'arte diventa, alla fine del percorso umano, la medicina dello spirito. Lo ha compreso il grande chirurgo Franco Mosca che, tramite la fondazione Arpa che presiede, ha fatto entrare all'Hospice di via Garibaldi artisti, cantanti, musicisti, vernacolisti. Un salotto si è trasformato in palcoscenico. «Quando venne Bocelli - ricorda Mosca - una signora, sorridendo, mi disse: “ora, posso morire in pace”».
Parallelamente ai momenti di arte in hospice, sono nate le “letture in hospice”, che fanno incontrare chi vive la vita che tramonta con chi vive la vita come slancio verso il futuro. Questi incontri ideati dalla prof. Prato, non sarebbero iniziati senza Arpa e senza la dott. Angela Gioia, direttore dell’Hospice, e la sua grande équipe; senza il sostegno appassionato e corale del Teatro di Pisa e senza l'Associazione il Mandorlo. Questi incontri non sarebbero iniziati senza il farmacista-fonico Simone Sbrana, e senza la gratitudine verso l'hospice del dott. Valter Metta, che per onorare la memoria di suo padre ha finanziato la costruzione dell'impianto fonico ed ha partecipato emozionato alla prima lettura fatta tre anni fa dai i ragazzi dei laboratori di Fare Teatro guidati da Franco Farina e da Cristina Lazzari . «Si tratta di eventi molto emozionanti, i giovani si abituano alla solidarietà e ne sono arricchiti» dice Mosca che sabato 6 giugno leggerà alcune poesie e svela una ghiotta notizia: «Stiamo preparando un cd di poesie e prosa. La prima poesia che aprirà il cd sarà "L'infinito" di Giacomo Leopardi letta da Carlo Azeglio Ciampi».
La professoressa Prato è presidente dell'associazione AsteroideA, l'associazione delle scuole pisane di secondo grado che ha dato vita al periodico "il Giornale dei Giornali". A fianco dell'attività editoriale, c'è quella all'Hospice. «L'idea è nata da un dato oggettivo - spiega Rosanna Prato - i ragazzi leggono poco e non provano il piacere della lettura che, invece, hanno avuto altre generazioni. Impegnarsi a leggere bene per chi forse porterà con sé nel suo ultimo viaggio le parole lette, emoziona e rende manifesto il valore delle pagine che il ragazzo tiene un po' tremando in mano. In questo modo, si possono leggere autori fuori dal contesto della scuola e scoprire le loro parole sotto una luce diversa». «Il percorso serve a dare agli studenti gli strumenti necessari affinché l'incontro all'Hospice diventi un'esperienza bellissima» afferma il direttore Angela Gioia. «Per il giorno di San Valentino - aggiunge - sono state letti brani e poesie d'amore in più lingue straniere. Un dono che hanno fatto i ragazzi ai malati e ai loro parenti. Poi, sono stati cantati brani rap scritti dagli stessi studenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
