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parco di san rossore

Rimossi senza permesso i resti di una quercia secolare

Rimossi senza permesso i resti di una quercia secolare

L'albero, che fu protagonista di uno spot della birra Peroni, è collassato e ignoti lo hanno portato via ben sapendo che non avrebbero mai avuto il permesso

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PISA. Le guardie del Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in Toscana, hanno scoperto nei giorni scorsi che i resti della "Quercia del cinto", uno dei cinque alberi monumentali presenti nel parco naturale sono stati rimossi, senza il nulla osta dell'ente, o comunicazione di altro genere, dal luogo in cui si trovava.

Lo rende noto il Parco regionale. "Negli ultimi anni - si legge in una nota - la pianta, che secondo alcuni esperti aveva un'età stimata superiore ai tre secoli, non godeva più di buona salute, aveva mostrato qualche disseccamento ed era stata oggetto di alcuni sopralluoghi da parte di esperti e personale del Parco. Le prime indagini, avviate dal servizio vigilanza del Parco, hanno rilevato segni di un cedimento della pianta, che probabilmente è caduta su se stessa stramazzando al suolo".

"Poiché tuttavia anche i resti degli alberi giunti al termine del loro ciclo di vita hanno un certo valore, soprattutto in termini di biodiversità - prosegue la nota -, la rimozione degli stessi senza un nulla osta costituisce un fatto grave e meritevole di sanzione".

La "Quercia del cinto" aveva un tronco di circa cinque metri e mezzo di circonferenza ed era situata in una radura fra la pineta e la riserva del Fiumaccio nella Tenuta Salviati. Chi ha rimosso i suoi resti lo ha fatto senza autorizzazione sapendo, molto probabilmente, che trattandosi di un albero monumentale non l'avrebbe mai avuta.

"Gli alberi monumentali - si spiega dall'ente Parco - sono piante di alto pregio naturalistico e storico che per età e dimensioni possono essere considerati rari esempi di maestosità e longevità oppure che hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico e culturale o a tradizioni locali".

Perciò la "Quercia del cinto" era stata inserita nell'elenco dei primi alberi monumentali censiti in Toscana l'anno seguente l'approvazione della prima legge regionale in materia del 1998. Nel territorio del parco ne restano altri quattro: una farnia e un leccio nella Macchia lucchese, un cipresso calvo nella macchia di Migliarino Pisano (Taxodium distichum), specie tipica delle paludi del Nord America e qui piantata dalla famiglia Salviati, e una sughera nella Tenuta di Tombolo.

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