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Mian deluso da Pd e Unità «Un aiuto mai ricambiato»

Mian deluso da Pd e Unità «Un aiuto mai ricambiato»

L’imprenditore racconta i retroscena del suo investimento nel giornale di partito «Avevo chiesto visibilità per il Gunther Group, ma sono stato sempre ignorato»

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PISA. Il cane Gunther finisce da Milena Gabanelli, su Report, per il caso Unità con un’intervista “rubata” a Maurizio Mian che in quella che ritiene una semplice chiacchierata esprime in modo colorito il trattamento ricevuto dal Pd ai tempi in cui era socio di maggioranza del giornale. «Ci hanno preso come polli da spennare», dice a un certo punto, riferendosi all’investimento milionario, praticamente a fondo perduto, nello storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci.

E poi, parlando più seriamente, snocciola le cifre: «Noi ci mettemmo 3 milioni». E successivamente c’è anche un prestito di altri 4 milioni, «che poi sono diventati 6 per la telefonata di Bersani, allora segretario del Pd, a Miami il Natale del 2012». Bersani avrebbe detto a Mian: «Maurizio, bisognerebbe vedere, come si fa, dobbiamo cercare una maniera per vedere se possiamo sistemare queste cose...», ovvero i grossi debiti in cui navigava l’Unità.

Mian non si è tirato indietro neanche allora. Ma in cambio non ha avuto neanche l’unica cosa che chiedeva, e che ora ricorda al Tirreno: «Abbiamo sostenuto l’Unità per l’affetto verso la testata e chi ci lavorava, siamo stati disponibili a dare una mano. Ma speravamo che almeno l’Unità ci aiutasse dove invece le televisioni, i produttori, molti altri media ci ostacolavano. Ovvero con la pubblicizzazione del Gunther Group».

Mian non porta rancore verso il Pd, ma l’amarezza è reale: «La mia attività principale è legata al Gunther Group. Per portare avanti le sue iniziative abbiamo fatto molte operazioni a effetto: l’acquisto di squadre sportive fra le quali il Pisa, la storia del cane Gunther, l’acquisto della villa di Madonna a Miami... ma il messaggio innovativo e trasgressivo che stava alla base di tutto non è stato possibile farlo veicolare in nessun modo. Quando ci è stato chiesto di entrare nell’Unità speravo che non andasse come nel calcio e come in tv, dove assume notorietà chi viene “favorito” , e che anche per noi ci sarebbe stata la possibilità di parlare e spiegare la filosofia del Gunther Group. Ma non c’è stato modo. Anche lì ci sono stati fattori oppositivi».

Cosa chiedeva allora Mian all’Unità e quindi al Pd? «Un canale di comunicazione ma soprattutto un appoggio morale, in maniera trasparente. L’Unità era una bandiera dell’informazione, per il Gruppo sarebbe stato un bel veicolo di comunicazione. Pazienza».

«Maurizio Mian - recita il servizio di Report - ama il mondo dello spettacolo. Acquista il Pisa calcio e sceglie come madrina la pornostar Cicciolina (in realtà Cicciolina è stata scritturata molto tempo dopo per la presentazione del Pontedera, ndr). Nel 2000 compra per 7 milioni e mezzo di dollari la villa di Madonna. Mette 7 milioni anche ne l'Unità senza battere ciglio». E ancora, spiegando la decisione di accettare il corteggiamento dell’Unità: «L'idea di Mian è diffondere attraverso reality e serie tv il suo nuovo modello di felicità, cosa impossibile secondo lui senza l'aiuto dei grandi poteri. Per questo cerca l’appoggio del Pd finanziando l'Unità».

«Con Meli e Orfini - ricorda lo stesso Mian nell’intervista “carpita” - siamo andati al Nazareno nell'ufficio di Bersani e l'ho incontrato, è stata chiacchierata simpatica, e Bersani ha preso atto del fatto che noi avevamo diciamo bisogno di avere appoggio e aiuto nel mondo mediatico». Ma l'accordo rimase a livello verbale e il cane Gunther rimase sempre tristemente fuori.

Antonio Scuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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