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«No al preside che diventa un padrone»
PISA. «Con la Buona scuola si cerca di calare un fendente definitivo che aggraverà pesantemente la situazione della scuola pubblica, senza risolvere alcun problema». Tiziana Nadalutti, candidata al...
PISA. «Con la Buona scuola si cerca di calare un fendente definitivo che aggraverà pesantemente la situazione della scuola pubblica, senza risolvere alcun problema».
Tiziana Nadalutti, candidata al consiglio regionale con Sì-Toscana a sinistra, sottolinea la «gravità» della riforma portata avanti dal governo.
«Si fa diventare il preside una specie di padrone dal potere spropositato – si legge in una nota -, si prevede il finanziamento da parte di famiglie ed imprese, creando così poche scuole di serie A e molte di serie B. Si aggiunge il taglio di altri 2.000 lavoratori tra il personale amministrativo e per oltre 150.000 precari si prevede un'espulsione di massa. Questa la scuola di Renzi – conclude Nadalutti -: autoritaria e aziendalista, che distruggerà la scuola pubblica».
«Un percorso di stabilizzazione dei precari, una scuola pubblica e paritaria con standard sempre più alti, anche di sicurezza delle strutture. Docenti adeguatamente pagati, che siano fieri del proprio lavoro ed entusiasti di educare e aiutare nella crescita i ragazzi». Questa la scuola auspicata da Andrea Pieroni, ex presidente della Provincia e candidato del Pd. «I problemi sono tanti e vanno affrontati senza mai giocare al ribasso – sottolinea Pieroni –. Una scuola pubblica curiosa nei confronti di quella privata e delle aziende è la strada per un'istruzione utile alla crescita del Paese. Per fare questo, servono insegnanti motivati e rispettati, anche economicamente, stimolati a fare di più e meglio. Dobbiamo tendere a dare più dignità alla scuola e a chi vi lavora: una sfida a cui la Regione può dare un contribuito, aiutando la scuola a crescere in qualità». (d.r.)
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