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La barista rapinata e picchiata: "Ho ancora paura"
Silvia Pistoia, al settimo mese di gravidanza, è tornata al lavoro: "Bisogna fare di più contro la criminalità"
PISA. "Vorrei riprendere il lavoro che per una settimana è mancato, ma auspico anche maggiori controlli e sicurezza in una zona che negli ultimi anni si è evoluta in maniera negativa". Negli occhi ha ancora quegli attimi interminabili durante i quali un uomo l'ha affrontata senza pietà, mettendo a repentaglio la sua vita e quella della bambina che porta in grembo da quasi sette mesi.
Silvia Pistoia, 27enne titolare del Biba Bar, prova a dimenticare quei pochi secondi in cui è rimasta in balia di un rapinatore che, senza alcuno scrupolo, non ha esitato a colpirla con un bastone di plastica per portagli via l'incasso di più giorni (circa 2.500 euro in contanti e almeno un migliaio di euro in buoni per prodotti riservati ai celiaci, oltre a documenti e carte di credito) non fermandosi nemmeno di fronte al suo pancione.
A distanza di una settimana da quel drammatico 27 aprile, il 4 maggio le serrande del locale di via Turati sono ritornate a essere aperte. Silvia Pistoia è tornata dietro al bancone del suo bar per servire caffè e prodotti gluten free, in cui è specializzato l'esercizio pubblico. Un tentativo per tornare alla vita normale, anche se difficilmente ciò che accaduto potrà essere cancellato. Alla riapertura tante persone si sono avvicinate al bar. Tra loro anche gli assessori comunali Sandra Capuzzi (sociale) e Salvatore Sanzo (sport) che simbolicamente hanno portato la vicinanza dell'amministrazione comunale e quella di OltreBinario, l'associazione socio-politico-culturale fondata lo scorso gennaio su iniziativa dei due assessori.
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"Non ho ancora realizzato ciò che è successo. Finché sei circondata da persone, va tutto bene. C'è però ancora tanta paura" afferma Silvia Pistoia. Tante persone al bar e anche due assessori comunali per esprimere vicinanza. "Sandra Capuzzi e Salvatore Sanzo - continua la titolare del bar - sono stati eccezionali e mi sono stati vicini dandomi conforto e un grande aiuto. Il sindaco invece un po' meno. Mi aspettavo un gesto di solidarietà da parte del primo cittadino, che per adesso non c'è stato. Magari arriverà".
Dal giorno dell’aggressione, è trascorsa una settimana. Giorni in cui l’attività commerciale è rimasta chiusa.
"Una settimana passata malissimo - prosegue la ventisettenne -. Quando non si lavora, non c'è incasso, ma la vita continua e le spese anche. Non siamo molto tutelati come imprenditori. In questi casi non c'è alcun aiuto, soprattutto economico. Piano piano cerco però di risollevarmi".
Quanto accaduto il 27 aprile non sarà certo facile da dimenticare. "Sì, ho ancora paura - ammette la futura mamma - e durerà ancora a lungo, perché è una zona (quella limitrofa all'area della stazione, nda) che nel tempo si è evoluta in maniera negativa".
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Nel quartiere della stazione erano stati promessi interventi e maggiori controlli che secondo la titolare del Biba Bar "non si sono ancora visti. Dopo la rapina ho chiamato la polizia, ma sostanzialmente ho dovuto fare da sola. Sono stata assistita da una signora (un'addetta dell'Avr che stava pulendo la strada) che è anche venuta a trovarmi per sincerarsi delle mie condizioni".
"Serenità, tranquillità e di riprendere il lavoro che per una settimana è mancato" è quello che, adesso, si auspica Silvia Pistoia per superare lo choc della rapina che poteva avere ben più gravi conseguenze.
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