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Un fondo pubblico per finanziare il nuovo Marchesi

Un fondo pubblico per finanziare il nuovo Marchesi

PISA. Anche la vicenda del complesso Marchesi è stata protagonista dell’incontro con il direttore nazionale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi. In particolare per l’esigenza della Provincia di...

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PISA. Anche la vicenda del complesso Marchesi è stata protagonista dell’incontro con il direttore nazionale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi. In particolare per l’esigenza della Provincia di trovare i finanziamenti necessari per la costruzione di una nuova scuola (o due) che possa ospitare gli istituti Buonarroti e Santoni.

La strada che si cerca ora di percorrere, come ammesso dal dirigente provinciale Giovanni Viale, è la stessa illustrata da Reggi: il fondo unico per l’edilizia scolastica. Una nuova iniziativa, attuata ora in fase sperimentale a Bologna con un’operazione per più scuole da 30 milioni di euro, che «intendiamo estendere e la Toscana è sicuramente una delle prime aree possibili», ha detto Reggi.

Il piano consiste, attraverso il coinvolgimento di capitali pubblici e anche privati, nel recupero del patrimonio esiste, ma pure nella costruzione di nuovi edifici scolastici. I contributi vengono assegnati dal ministero dell’Istruzione, anche se la precedente dotazione è stata esaurita («ma siamo pronti ad intervenire», assicura Reggi). L’ente territoriale viene poi chiamato a pagare un canone di locazione.

Con l’Agenzia del Demanio, la Provincia è in contatto anche per altre operazioni di rilievo. L’obiettivo è quello di cedere i suoi immobili locati ad articolazioni dello stato e alle forze dell’ordine, che poi se ne accolleranno i costi di manutenzione: si tratta di Palazzo Medici, sede della prefettura; della caserma dei carabinieri, sede del comando provinciale dell’Arma, in via Guido da Pisa; e del palazzo che ospita la Questura. Anche in questo caso lo strumento sarà «un fondo in fase di costituzione», sotto il controllo del Mef, come ha spiegato Reggi. «L’obiettivo è abbattere il livello di indebitamento delle Province, consentendo poi di avere le risorse per tornare a fare investimenti». Per il lancio di questo fondo, con sottoscrizione di quote aperta anche a soggetti privati, manca ancora il via libera della Corte dei Conti, «quindi - ha detto Reggi - potremo firmare i rogiti definitivi». Ancora da definire tra Provincia e Demanio il valore dei singoli immobili. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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