Il Tirreno

Pisa

Ctt Nord, è rottura Domani per 4 ore gli autobus fermi

di Danilo Renzullo
Ctt Nord, è rottura Domani per 4 ore gli autobus fermi

Lo sciopero è stato indetto da Cgil, Cisl e Faisa-Cisal Antonio Mazza: «Non c’è più dialogo, l’azienda ci snobba»

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di Danilo Renzullo

PISA

Dopo una tregua di qualche mese, i sindacati tornano in trincea e dichiarano guerra alla Ctt Nord. Quello di domani si preannuncia come un mercoledì nero per il trasporto pubblico locale su gomma, con mezza Toscana costiera che rischia di rimanere paralizzata dallo sciopero di quattro ore dei dipendenti della Ctt Nord, l'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal. La proclamazione dello sciopero arriva al termine di una serie di incontri tra le parti iniziati lo scorso gennaio nell'ambito delle procedure di raffreddamento «per cercare – spiegano i sindacati - di risolvere alcune problematiche legate allo stato di assoluta inefficienza del parco veicolare in uso, la mancanza di rapporti sindacali e una difforme organizzazione del personale in diversi settori aziendali rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria». Le soluzioni individuate dalla società di trasporti non hanno però soddisfatto le richieste dei sindacati «lasciando irrisolte – sottolineano - molte delle questioni sollevate». «Nell'azienda si è venuta a creare una situazione estremamente critica – spiega Antonio Mazza della Filt-Cgil di Pisa - che ha portato alla proclamazione di uno sciopero di grandi dimensioni». Quello di domani sarà infatti il primo sciopero unitario dei quattro territori in cui opera la Ctt Nord, che nemmeno il tentativo di conciliazione in sede prefettizia dello scorso 14 aprile è riuscito ad evitare. «Dopo la disdetta dei contratti di secondo livello – prosegue Mazza -, le relazioni industriali sono ormai inesistenti. L'azienda continua a chiudere le porte ad ogni possibile tentativo di trattativa e ha completamente abbandonato i suoi 1.500 dipendenti. L'arrivo di circa cento nuovi bus non ha risolto il problema della carenza di mezzi. I nuovi autobus hanno sostituito e non affiancato i vecchi veicoli e ciò non consente di superare le quotidiane criticità e la soppressione di numerose corse a causa dell'assenza di bus e dell'esternalizzazione di parte del servizio». Difficoltà che i sindacati imputano anche ad una inefficiente organizzazione del lavoro che non consente la riparazione in tempi rapidi dei bus guasti e la regolare manutenzione del parco veicolare. «Piccoli e grandi problemi quotidiani – aggiunge Fabrizio Genovesi della Faisa-Cisal di Pisa – che non trovano soluzioni, nonostante gli appelli e le richieste di incontro dei sindacati». Il confronto è mancato anche sul prossimo trasferimento del terminal degli autobus da piazza Sant'Antonio alla Sesta Porta. Struttura, quest'ultima, che secondo i sindacati è inadeguata ad ospitare mezzi e personale e causerà non pochi problemi alla viabilità della zona. «In sede prefettizia – aggiunge Giuseppe Caporaso della Fit-Cisl pisana – l'azienda ha tenuto un atteggiamento arrogante e inaccettabile, sostenendo che le difficoltà dipendono dallo scarso rendimento del personale». Uno scenario che, «unito all'assenza delle amministrazioni locali e della politica», secondo le organizzazioni sindacali, in cerca di un'unità territoriale finalizzata all'apertura di una trattativa per l'ottenimento di un nuovo contratto integrativo, sta portando ad una situazione esplosiva, che domani sfocerà nel «primo di una lunga serie di scioperi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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