La moglie e l’avvocato: «Sia fatta chiarezza»
PISA. Sia fatta chiarezza sull’infortunio che ha ridotto il marito in un letto del reparto rianimazione, la vita appesa ad un filo: per questo, ieri mattina, Annalisa Grande - moglie di Giuseppe...
PISA. Sia fatta chiarezza sull’infortunio che ha ridotto il marito in un letto del reparto rianimazione, la vita appesa ad un filo: per questo, ieri mattina, Annalisa Grande - moglie di Giuseppe Ferrandes - si è rivolta ad un legale. L’uomo, 56 anni, titolare di una piccola impresa di pulizia, è rimasto ferito nel cantiere navale “Seven Stars” a Pisa ed è ricoverato all’ospedale di Cisanello in condizioni gravissime. La famiglia, residente a Viareggio, comprende la moglie - che gestisce una tabaccheria - e la figlia Chiara che ha un centro estetico al Marco Polo. Da giorni la loro vita è sconvolta dalle condizioni di Giuseppe, vittima dell’infortunio sul lavoro mentre stava raccogliendo il materiale utilizzato per la pulizia commissionata a bordo della barca che avrebbe dovuto essere varata oggi.
«Ferrandes - è la prima ricostruzione del legale della famiglia, Tiziano Nicoletti - aveva appena detto ad un dipendente di radunare tutto il materiale perché a bordo avevano finito ed era l’ora di andare a casa». Ma a casa Giuseppe non è più tornato. Ad un certo punto - sono ancora le prime testimonianze - si è sentito gridare «è caduto, è caduto...». Una persona che si trovava sul luogo dell’incidente ha raccontato al “Tirreno” che lungo i lati della barca «c’era il cellophane sfondato» nel punto in cui Ferrandes, per motivi da appurare, ha iniziato la propria caduta, finendo - dopo un volo di sei-sette metri, secondo i testimoni - sull’asfalto del piazzale esterno del cantiere dove la barca era in lavorazione.
«Non è caduto dalla scala», prosegue chi ha parlato con il “Tirreno”: «Se fosse andata così non si sarebbe fatto così male... Ma il cellophane non può fare barriera ad un corpo da novanta chili di peso». Che non ha dunque trovato ostacoli al momento di finire di sotto dalla barca. La barca, intanto, è stata varata venerdì, con un anticipo sull’appuntamento fissato per oggi. La Asl ha fissato con le foto scattate dopo l’incidente lo stato dei luoghi e dunque -pare di capire - non è stato ritenuto opportuno impedire la consegna dell’imbarcazione. Anche su questo, però, l’avvocato Nicoletti ha già chiesto chiarimenti alla Procura di Pisa e al dipartimento di Medicina del lavoro della Asl.
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