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In calo la mortalità causata da diabete e scompenso cardiaco
PISA. Sono positivi i risultati ottenuti dalla Asl5 nella cura dei malati cronici grazie alla cosiddetta sanità di iniziativa. Dal 2010 al 2014, infatti, la mortalità per cause legate allo scompenso...
PISA. Sono positivi i risultati ottenuti dalla Asl5 nella cura dei malati cronici grazie alla cosiddetta sanità di iniziativa. Dal 2010 al 2014, infatti, la mortalità per cause legate allo scompenso cardiaco è calata del 17% mentre quella legata alle complicanze del diabete del 15%. Questi dati si riferiscono ai 189.531 pazienti maggiori di 16 anni d’età, corrispondente al 63% della popolazione, che hanno aderito al nuovo approccio sanitario messo a punto dalla Asl5 per gestire la malattia cronica in modo più economico per le casse della sanità Toscana e più efficace per la salute dei malati. Per raggiungere questi risultati sono state create dieci Aft, Aggregazione funzionali territoriali della medicina generale, composte da 282 medici di famiglia e medici di guardia medica, mentre i medici che hanno aderito al progetto di sanità di iniziativa sono 114.
Le Aft con l’Asl ed i medici specialisti prendono in cura i malati colpiti da diabete, scompenso cardiaco, bronco pneumopatia cronica ostruttiva e ictus e li aiutano a gestire la malattia in modo concreto, «programmando, ad esempio, i controlli come la visita oculistica e pneumologica senza bisogno di passare per il Cup, ma avendo a disposizione agende dedicate a loro», ha spiegato il direttore dell’Asl5 Rocco Damone. Come ha detto il dottor Stefano Moscardini, è il team a contattare direttamente il paziente per aiutarlo a prevenire complicanze e a gestire la malattia. «È l’ospedale che va dal paziente e non viceversa, con grandi benefici per il malato e con vantaggi economici per la comunità», ha evidenziato la dottoressa Antonella Tomei.
Tutte le visite e gli esiti degli esami vengono inseriti in un sistema informatico accessibile ai medici di famiglia, alle guardie mediche e agli specialisti «rendendo così più veloce e precisa l’anamnesi del paziente anche nei momenti di emergenza ed agitazione come quando, cioè, veniamo chiamate noi guardie mediche e ciò è molto importante per un corretto intervento sul malato cronico», ha detto il dottor Luca Melani. Per essere più vicini ai pazienti anche da un punto di vista logistico è stato istituito il diabetologo territoriale che fa da anello di collegamento tra il medico di famiglia ed il secondo livello specialistico: «Abbiamo pensato a come facilitare anche la vita dell’anziano che abita in provincia e che, per sottoporsi ad una visita di routine, altrimenti dovrebbe o prendere due autobus per arrivare all’ospedale o chiedere al figlio di assentarsi un giorno dal lavoro per poterlo accompagnare», ha detto il dottor Paolo Stefani. «Per il momento il diabetologo territoriale c’è solo a Pisa e il resto delle province toscane guardano a questo modello per copiarlo», ha sottolineato il dottor Roberto Andreini.
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