Il presidio
Bancarelle, il ministero: no al ritorno in piazza
L’assessore: «Da Roma faranno valere i vincoli per la tutela del sito culturale». Incontro con il nuovo sovrintendente, poi la firma di un’intesa con il Mibact
PISA. «Non è automatico un loro rientro in piazza dopo la fine dei lavori». Sulla vicenda delle bancarelle che vendono souvenir in piazza Manin, e storicamente in piazza del Duomo, arrivano paletti in grado di indirizzare i prossimi passaggi. E mettere alcuni punti fermi. La frase dell’assessore al commercio Andrea Ferrante rivela, o comunque rafforza, l’idea prevalente a Palazzo Gambacorti: nessun rientro dei banchi in piazza Duomo, anche in modo temporaneo, dopo che saranno finiti i lavori di restauro al Museo delle Sinopie (ma ci sarà un’altra proroga). L’ultima parola sarà quella del ministero dei Beni culturali: e il decreto Art Bonus per la tutela del decoro di alcuni siti culturali apre la strada al provvedimento.
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Il confronto. La vicenda è ancora tutta da sviluppare. Ferrante premette che «ci sarà un percorso di confronto tra tutti i soggetti interessati». Ma dopo la battaglia legale tra enti e bancarellai, a suon di sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, dice di «non aver gradito l’interpretazione del rientro automatico in piazza». Che invece è una parte essenziale della proposta dei bancarellai e delle associazioni di categoria: una volta rimosso il cantiere al museo, il loro piano prevede il ritorno temporaneo in Piazza dei Miracoli, per risollevare un po’ gli incassi crollati dopo lo spostamento in piazza Manin, e contestualmente avviare quanto necessario per l’acquisto e la ristrutturazione del palazzo dei Trovatelli, che diventerà la sede definitiva delle attività ambulanti (trasformate in quel modo in fisse).
Il decreto. Il Comune aprirà quanto prima i negoziati per arrivare ad un accordo. Ma davanti a tutto mette l’Art Bonus del ministro Franceschini. Infatti, a proposito di interpretazioni diverse, l’assessore Ferrante sottolinea: «Il decreto non ha la discrezionalità che sento dire in giro». In pratica, l’Art Bonus darebbe la possibilità ai «competenti uffici territoriali del ministero» e ai Comuni di avviare «d’intesa procedimenti di riesame delle autorizzazioni e delle concessioni di suolo pubblico che risultino non più compatibili» con la tutela del decoro dei siti culturali come Piazza dei Miracoli. Ferrante però avverte e anticipa: «Il ministero farà valere le sue prerogative e pretende che i vincoli siano applicati».
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Intesa con il ministero. I passaggi successivi sono delineati. «Dovremo siglare un’intesa con il ministero». I tempi? Non brevissimi, secondo quanto dice l’assessore. Su questo è previsto anzitutto un incontro con il nuovo sovrintendente, Andrea Muzzi, e con gli altri soggetti a cominciare dall’Opera della Primaziale. Nel frattempo dovrà essere definita la concertazione con associazioni e commercianti. «Dobbiamo ragionare su una soluzione strategica a lungo termine per preservare le imprese - dice Ferrante - e una soluzione, che possiamo definire tattica, a breve termine». Ma se non tornano in piazza, dove possono andare i banchi? «L’importante è affrontare la questione non in modo ideologico. E insieme capire quali possono essere le strade possibili».
I dubbi. Va anche detto che l’Art Bonus, all’articolo 4, introduce ulteriori elementi da considerare. Si legge: «In caso di revoca del titolo, ove non risulti possibile il trasferimento dell’attività commerciale in una collocazione alternativa (potenzialmente equivalente), al titolare è corrisposto da parte dell’amministrazione l’indennizzo nel limite massimo della media dei ricavi annui dichiarati negli ultimi cinque anni di attività». L’indennizzo, per i 44 banchi rimossi, potrebbe corrispondere ad una cifra che sfiora i 2 milioni di euro.
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