Il Tirreno

Pisa

IL CASO

«Mi scuso con l'ispettore, ma mia sorella si era sentita male»

Pietro Barghigiani
Nel fermo immagine il vigile trascinato dal furgone in fuga in Corso Italia
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Nel fermo immagine il vigile trascinato dal furgone in fuga in Corso Italia

Vigile ferito in Corso Italia, parla il consigliere comunale denunciato dopo la fuga.
«Gli ho detto di farmi la multa però dovevo correre a casa. Non l'ho visto cadere»

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PISA. «Si è svolto tutti in pochi secondi. Non volevo far cadere il vigile e di questo mi scuso. Gli ho detto pure di farmi la multa, ma avevo ricevuto una telefonata con la quale mi informavano che mia sorella stava male e allora sono corso a casa».

Alberto Rocchi, 45 anni, imprenditore e consigliere comunale di Cascina, offre la sua versione dell'episodio avvenuto poco prima delle 11 di domenica in Corso Italia che gli è costato una denuncia per resistenza, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. La Pro cura sta valutando l'emissione di eventuali misure cautelari. Per l'accusa è fuggito trascinando l'ispettore dei vigili, Luigi Tamburri per una cinquantina di metri. Non voleva far scoprire che il furgone guidato era sotto sequestro.

Attraverso il suo legale, avvocato Beatrice Vestri, il geometra Rocchi racconta la sua verità.

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«Sono dispiaciuto». «Quanto accaduto non è stato voluto dal geometra Rocchi - scrive il legale - il quale è sentitamente dispiaciuto per quanto accaduto all'ispettore al quale augura una pronta guarigione, dispiacere questo già direttamente e personalmente dallo stesso Rocchi rappresentato ai colleghi dell'ispettore». Per il legale è stato lo stesso Rocchi, avvisato telefonicamente da un amico di quanto accaduto al vigile, «dopo aver telefonato due volte per mettersi in contatto con il comando dei vigili, a recarsi per fornire le proprie generalità e informarsi sullo stato di salute dell'ispettore».

La telefonata. Rocchi si trovava in Corso Italia per svolgere delle mansioni ed è stato visto caricare sull'autocarro alcuni mobili. «Era stato appena raggiunto dalla notizia di un improvviso malore della sorella disabile che abita fuori Pisa e, preoccupato per la salute della congiunta, è salito frettolosamente sul furgone quando è arrivato da dietro il vigile urbano che pare stesse già annotando la targa del mezzo - prosegue -. Senza intrattenersi con quest'ultimo a domanda rispondeva di non avere alcun permesso per la sosta in Corso Italia e che doveva assolutamente allontanarsi per raggiungere la sorella che stava avendo un malore, invitando il vigile urbano stesso ad annotare il numero di targa del mezzo per le eventuali contestazioni di infrazione. Il mio assistito mi riferisce che non si è avveduto della caduta dell'ispettore».

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Zakir. Secondo l'avvocato Vestri è «inopportuno e fuori luogo, il richiamo all'infausto episodio in cui perse la vita Zakir Hossain poiché, si ripete, non vi è stata nessuna volontarietà di Rocchi nel causare la caduta dell'ispettore».

Il vigile. «No, non mi ha chiamato. Ma non importa. Non porto rancore. L'importante è che i passanti non si siano fatti male». L'ispettore Tamburri, 56 anni, trascinato per decine di metri in Corso Italia dal furgone guidato da Rocchi è ancora convalescente. La botta in fronte, dovuta alla caduta dopo aver mollato la presa dal braccio del conducente in fuga, gli è costata 7 giorni di referto. L'umore è buono, nonostante tutto.

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