Istituto di geofisica, bufera sulle spese legali
Interrogazione parlamentare del M5S: «Incarico da 150.000 euro, ignorata l’Avvocatura dello Stato»
PISA. Un’interrogazione alla presidenza del consiglio, al ministero dell’Istruzione e a quello delle Finanze su un incarico professionale da 150.000 euro dato a un avvocato pisano dal consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per una causa contro la Sviluppo Pisa nell’ambito della risoluzione del contratto per la sede alla Sesta Porta.
È stata presentata da alcuni parlamentari del M5S, primo firmatario il senatore Nicola Morra. Chiedono al governo di chiarire per quale motivo l’Istituto, potendo avvalersi dell’Avvocatura dello Stato con spese limitate per le casse dello Stato, abbia scelto di pagare l’avvocato Gino Mannocci di Pisa. E avanzano anche il dubbio che possa esserci un danno erariale.
Il contenzioso ha già portato l’Ingv a dover pagare 900.000 alla Sviluppo Pisa per essersi tirato indietro al momento di concludere l’acquisto (9.000.000 il valore) di una porzione delle ampie volumetrie realizzate nella Sesta Porta. «Il consiglio di amministrazione dell'Ingv – si legge nell’interrogazione – affermava che l'Avvocatura erariale "ha sede a Firenze e nessun ufficio a Pisa", che l'Avvocatura stessa era sprovvista della "conoscenza delle problematiche legate al fatto", mentre l'avvocato incaricato non solo ne era edotto ma conosceva "nei minimi dettagli i fatti e la storia del Progetto" edilizio e ad abundantiam "l'estrema urgenza che i fatti richiedono". A giudizio degli interroganti, il cda dell'Ingv così facendo ignorava, quanto alla prima azione giudiziaria, che l'Avvocatura distrettuale dello Stato ha sede in ogni capoluogo di regione, nel caso di specie a Firenze».
Nel conferire il mandato professionale, l'Ingv si è impegnato a versare all'avvocato le seguenti somme: 50.000 euro, a titolo di "studio della controversia"; 50.000 euro, a titolo di "fase introduttiva"; 20.000 euro, a titolo di "fase istruttoria"; e 30.000 euro, a titolo di "fase decisoria". «Dal quotidiano "Il Tirreno" del 10 ottobre 2014 e dell'8 gennaio 2015 si è appreso che l'Ingv, dopo essere risultato soccombente nell'ottobre 2014 al Tribunale di Roma, è stato condannato a versare alla società Sviluppo Pisa 900.000 euro – aggiungono i parlamentari –. Ciò in ragione del rigetto (udienza del 17 dicembre 2014) anche dell'istanza cautelare di sospensione degli effetti della condanna che l'Ingv aveva presentato con il patrocinio dell'avvocato di Pisa». Per i “grillini” l’Istituto ha speso 150.000 euro, perdendo la causa, quando poteva affidarsi all’Avvocatura dello Stato con uscite molto meno onerose.(p.b.)
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