«Unire la sinistra ripartendo dal lavoro»
PISA. Unire la sinistra. A partire dai temi sociali e del lavoro. Questa la strada indicata durante “Sinistra, coerenza e lavoro per il futuro della Toscana”, un’iniziativa politica organizzata dalla...
PISA. Unire la sinistra. A partire dai temi sociali e del lavoro. Questa la strada indicata durante “Sinistra, coerenza e lavoro per il futuro della Toscana”, un’iniziativa politica organizzata dalla federazione pisana di Sel sul futuro della regione che si è svolta giovedì scorso al Teatro Lux.
Un futuro che passa da un’unione a sinistra del Pd, «basata - è stato detto dai promotori - su scelte coerenti e coraggiose, che sappia congiungere vari soggetti e dare risposte a quella parte del Paese che vede venir meno tutele e garanzie sociali e lavorative».
All’iniziativa, che è stata coordinata dal giornalista Luca Daddi, vicecaposervizio del “Tirreno”, hanno partecipato la consigliera regionale del Pd Daniela Lastri, che nel suo intervento ha puntato il dito contro la linea politica nazionale del partito e alcune scelte del Pd regionale, motivazioni alla base della sua scelta di non ricandidarsi; Francesco Cecchetti, coordinatore provinciale di Sel, che ha confermato la scelta del partito di proporlo come candidato alle prossime elezioni regionali per la lista del Sì, la coalizione delle forze politiche di sinistra che schiera Tommaso Fattori come candidato alla presidenza regionale in alternativa soprattutto al democratico Enrico Rossi.
Dal palco del Lux sono intervenuti anche Dario Danti, che ha ribadito le ragioni (legate alla fusione delle società degli aeroporti in Toscana) per cui ha lasciato la carica di assessore comunale alla cultura, e il segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze Daniele Calosi che ha sottolineato «lo svuotamento dei contenuti democratici sui temi del lavoro da parte del governo, che non considera il ruolo dei corpi intermedi».
Un fatto nuovo che ha dato la spinta decisiva alla nascita di “Unions”, la proposta di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, di “coalizione sociale” «che - ha concluso Calosi - punta ad unire dal basso, rappresentare tutti e cambiare il sindacato per farlo tornare rappresentativo». (d.r.)
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