Il Tirreno

Pisa

Officina trasfusionale Cisanello si conferma leader nell’area vasta

di Doady Giugliano
Officina trasfusionale Cisanello si conferma leader nell’area vasta

I centri toscani ridotti da 27 a 3, a Pisa investiti 700.000 euro Marroni: «Si tratta di un punto a favore dell’eccellenza»

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PISA. Il sangue che i donatori toscani, generosamente donano quotidianamente attraverso le varie associazioni di volontariato, sarà adesso ancor più in buone mani. Un capitolo nuovo, che non pensiona certamente i vari centri trasfusionali sparsi per la regione, si apre con l’inaugurazione, avvenuta ieri all’Ospedale di Cisanello, della prima “ Officina trasfusionale” toscana, attivata per rispondere 24 ore no stop per tutti i giorni dell’anno alle varie richieste ed esigenze, delle strutture pubbliche sanitarie presenti sull’area vasta nord occidentale. L’attività che si svolge all’interno di questo centro, inizia con la raccolta del sangue proveniente dalle strutture affiliate, e la successiva lavorazione dello stesso, per ottenere attraverso sofisticati e rigorosi processi produttivi, le varie sostanze emoderivate indispensabili per intervenire nelle diverse patologie in cui trovano applicazione.

Un punto in più a favore dell’eccellenza del servizio sanitario regionale che, come ha afferma Luigi Marroni, assessore regionale alla Sanità «è un risultato ottenuto con un lavoro avviato da due anni attraverso il progetto di razionalizzazione del sistema dei servizi che prevedeva anche quello della filiera del sangue. Oggi lavorare il sangue è un processo sempre più complesso, e soprattutto regolamentato. È come lavorare un farmaco. Da qui la decisione di fare, da circa 27 "centraline", 3 grandi centrali. Si tratta di un grosso lavoro progettuale, dietro c'è stato un investimento di circa 6-700mila euro, per cui ringrazio ancora una volta tutti e soprattutto i donatori, perché lavoriamo un prodotto non nostro, che ogni giorno ci viene donato grazie alla loro generosità». Due gli obiettivi primari del centro: la gestione ottimale per garantire il raggiungimento di standard europei nella produzione degli emocomponenti e del plasma da conferire all’industria, per la preparazione di emoderivati; lo sviluppo di un nuovo sistema di distribuzione delle unità di emoderivati ai servizi trasfusionali degli ospedali, basato su una «emoteca informatica al fine di prevenire le criticità delle scorte, favorendo la disponibilità equilibrata di sacche dei diversi gruppi sanguigni. Il direttore della “Officina”, dott. Domenico Russo, ha relazionato sull’attività, che si basa sull’immunoematologia per la quale si effettuano oltre 1000 esami il giorno. Il personale a regime sarà di 12 tecnici di laboratorio, un biologo e due medici. «Cercheremo di venire incontro a tutte le esigenze dei colleghi - dice Russo - ma le premesse ci sono tutte perché sia un centro di eccellenza». Gli ultimi dati forniti, riportano un flusso dall’area vasta di circa 95mila unità di sangue l’anno, (circa 350 sacche al giorno) ma che a breve si assesteranno attorno alle 500 sacche giornaliere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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