Il presidio
Nell’area colpita dalla frana si aspetta il nuovo traliccio
Il costone sulla collina di Ripafratta sarà messo in sicurezza dal proprietario Il sindaco: «Solo dopo, potranno essere rimosse le macerie della casa distrutta»
RIPAFRATTA. Sono passati tre mesi e mezzo dalla sera del 17 dicembre, quando una frana ha distrutto la casa della famiglia Grassotti nella frazione sangiulianese. All’ora di cena uno smottamento di terra e roccia ha investito l’abitazione, distruggendola: illesi, per fortuna, i cinque occupanti. A gennaio il traliccio è stato rimosso dal gruppo Terna, ente responsabile della distribuzione dell’energia elettrica in alta tensione.
«Terna ha attivato tutte le procedure per il rilascio delle autorizzazioni necessarie all’installazione del cavidotto e di un nuovo traliccio, a 30 metri di distanza da quello rimosso – spiega il sindaco Di Maio -. Appena sarà conclusa questa operazione, la famiglia Alessi potrà effettuare gli interventi di “sgaggiamento” e messa in sicurezza del costone di sua proprietà. Dopodiché verrà ridefinita l’ordinanza e i Grassotti potranno iniziare a rimuovere le macerie».
L’indagine degli organi inquirenti è parallela a quella della commissione speciale, presieduta da Giacomo Mannocci. Ha suscitato diverse polemiche l’assenza dei dipendenti convocati alla riunione della commissione di lunedì 30. Mannocci aveva attaccato la Rsu, che «aveva detto ai lavoratori di non presentarsi alla seduta». In una nota, la Rsu smentisce: «La Rsu ha rilevato che i dipendenti invitati sono stati impropriamente inquadrati nel ruolo di funzionari, nonostante che nessuno di essi sia giuridicamente equiparato a tale ruolo. I dipendenti interessati, che hanno sempre, nelle loro competenze, provveduto a fornire alla dirigente tutta la documentazione necessaria, rimangono a disposizione».
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