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La penale scatta se l’errore è nella preparazione del cibo

La penale scatta se l’errore è nella preparazione del cibo

PISA. Quando si scopre un corpo estraneo in un piatto del servizio di refezione scolastica, parte una procedura di indagini complessa che porta alla penale solo se si è certi di una mancanza...

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PISA. Quando si scopre un corpo estraneo in un piatto del servizio di refezione scolastica, parte una procedura di indagini complessa che porta alla penale solo se si è certi di una mancanza riconducibile alla preparazione del cibo. Per capirsi, quando furono ritrovati aghi di pino, era chiaro che non potevano essere caduti né nel centro cottura di Elior (la ditta vincitrice dell’appalto comunale) né durante il trasporto, perché le pietanze viaggiano sigillate in contenitori termici a chiusura ermetica: quindi è stato un colpo di vento nella scuola o un vestito di un bambino su cui erano impigliati gli aghi mentre giocava, visto che quasi tutti i plessi scolastici di Pisa hanno giardini con pini.

In quel caso nessuna responsabilità era imputabile alla ditta e la vicenda si è chiusa senza provvedimenti. Invece, quando sono stati trovati tre bruchi morti nel cavolfiore biologico (inverso scorso), non c’è stato dubbio che gli ortaggi erano stati lavati male. La procedura completa prevede l’immediata segnalazione all’Asl e l’indagine parallela degli uffici comunali: entrambi gli enti verificano tutti i posti in cui può essere successa la non conformità, dal centro cottura in giù lungo tutta la filiera. I dati si incrociano alla fine e la dirigente comunale commina l’eventuale sanzione, assumendosi la responsabilità dei casi dubbi. L’obiettivo dell’amministrazione non è punire, ma dare un pungolo alla ditta: non sarebbe corretto sanzionare ogni non conformità (tanto più se nei giorni scorsi si è parlato di presunto sabotaggio) e non sarebbe nemmeno conveniente, perché Elior potrebbe passare alle vie legali in caso di ingiusta penalità, con tutto quello che ne consegue in termini di costi giudiziari. Si ricordi infine che è anche possibile che un prodotto industriale possa contenere irregolarità, anche se il personale dovrebbe scoprirle durante la lavorazione.

L’assessore alla scuola, Marilù Chiofalo, ribadisce «l’impegno dell’amministrazione, con tutte le competenze e gli strumenti a disposizione, per garantire la sicurezza del sistema di refezione scolastica e la sua corretta gestione, incluso il rispetto del contratto di servizio». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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