Il Tirreno

Pisa

Addio a Sarteschi uno dei padri nobili della psichiatria

di Gian Ugo Berti
Addio a Sarteschi uno dei padri nobili della psichiatria

Il professore è morto a 94 anni, era in pensione dal 1996 Gli allievi: «Ha scritto pagine indelebili per la medicina»

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PISA. Profondo cordoglio ha suscitato, a Pisa, la scomparsa del professor Pietro Sarteschi primo cattedratico italiano di Psichiatria e padre della Scuola pisana di Psichiatria.

«Con la sua scomparsa - ha detto il rettore Massimo Augello - l'Ateneo perde uno dei suoi docenti più illustri».

Nel 1974 fu, fra l’altro, insignito dell'Ordine del Cherubino. Fu suo merito anche aver promosso l’interesse per la psicopatologia, per la psicologia psicodinamica, per lo studio degli stati di coscienza di veglia e di sonno. Al suo insegnamento – si legge ancora nel comunicato dell’Università – si devono infine la nascita e il radicamento di una cultura psicologica non incline a nessun tipo di riduzionismo che a Pisa ha come suo momento qualificante la nascita di un corso di laurea in Psicologia Clinica e della Salute che, primo in Italia, è potuto sorgere nella facoltà di Medicina e Chirurgia.

Il professor Sarteschi era nato a Pisa nel dicembre del 1920. La sua carriera di medico era iniziata durante la seconda guerra mondiale, subito dopo la laurea, come aiuto nell’Ospedale Psichiatrico di Volterra ed era proseguita come aiuto nella clinica delle Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Pisa, dove fu chiamato dal professor Giuseppe Pintus.

Nel corso della carriera, fu direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali, successivamente Psichiatria, e direttore della Scuola di specializzazione in Psichiatria.

«Un uomo forte e coraggioso – ha ricordato il professore Giovan Battista Cassano, suo allievo – un grande medico, sempre coerente con i suoi princìpi, tenace ispiratore di profonde innovazioni. Se oggi la psichiatria, pisana ed italiana, rivestono ruoli di prestigio, tanto lo si deve alla sua intraprendenza, alla capacità soprattutto di guardare lontano. Ha vissuto in prima linea epoche difficili andando spesso controcorrente. Ha superato al contempo grossi attacchi che mai ne hanno però scalfito l’integrità morale ed intellettuale. L’avevo conosciuto durante la guerra. Ci legava fra l’altro un rapporto familiare. Era figlio d’arte. Il padre era stato infatti primario all’Ospedale Psichiatrico di Volterra. Ma la svolta del percorso clinico avvenne come fondatore, a Pisa, della seconda Clinica Psichiatrica in Italia. Con sapiente intuito fondò, agli inizi degli anni ’70, una fra le più accreditate scuole internazionali. Insieme, abbiamo vissuto la delicata fase del distacco dalla Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. Da insegnamento facoltativo, la psichiatria divenne a Pisa uno dei più importanti nella formazione del medico. Profonda umanità del rapporto umano e professionale con i pazienti, scrupoloso nella didattica formativa con gli studenti. Ha scritto una pagina indelebile della psichiatria».

Anche la professoressa Liliana Dell'Osso, ordinario di Psichiatria al Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale e direttore dell'Unità Operativa di Psichiatria 1, ha voluto ricordare l'eccezionale personalità del docente scomparso. «Con il professor Sarteschi - ha precisato - ho un grande debito di riconoscenza: fu lui a volermi come ricercatrice. Per me è stato un padre e un maestro, un modello».

A nome dell’Ordine provinciale dei medici, il presidente Giuseppe Figlini lo ricorda come «figura di spicco della psichiatria, un punto di riferimento per studenti e laureati, un vero e proprio “signore” della medicina, dotato di grandi qualità umane e professionali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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