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I funerali del medico nella chiesa dove si era sposato
In tanti per l'addio al dottor Pietro Ciccorossi, morto mentre faceva faceva footing a Uliveto insieme a un amico. Dopo la funzione il feretro è stato portato a Vasto, città di cui il professionista era originario
SAN GIULIANO: È tornato per l’ultima volta in quella stessa chiesa dove venne celebrato il suo matrimonio. Pietro Ciccorossi, il medico di 51 anni, dirigente dell’unità operativa di Epatologia e gastroenterologia, deceduto per infarto sabato 28 marzo durante lo jogging nel verde di Uliveto, è stato salutato nello stesso luogo in cui si è consumato tragicamente il suo connubio tra amore e morte.
La chiesa di San Marco Evangelista, di Rigoli, era già stracolma prima dell’inizio della funzione funebre.
All’ingresso un tavolino ricoperto da un drappo di velluto blu, con il libro delle firme ampiamente riempito.
Nel silenzio assoluto una debole luce a rischiare l’ambiente mentre un gruppetto di bimbi sedeva assorto ai piedi dell’organo.
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Tanti i mazzi di fiori depositati ai piedi del feretro e sugli scalini dell’altare mentre don Fulvio, il parroco di Lucca che aveva celebrato le nozze del dottor Ciccorossi, iniziava il rito funebre assistito da don Tomasz, parroco della frazione di Gello dove il medico viveva con la moglie e i due figli.
«Non ci si abitua mai alla morte - ha esordito nell’omelia il parroco e amico di famiglia – tanto meno a quella di un amico. Non intendo pertanto pronunciare parole di sofferenza ma solo parole di speranza per continuare a vivere la vita in presenza del dolore».
Di effetto la lettera dedicata al medico scomparso scritta da Matteo, uno studente tirocinante del terzo anno: «Ho frequentato il suo reparto per un mese rimanendo piacevolmente colpito dal modo con cui mi ha sempre più coinvolto alla vita di corsia, alla interpretazione degli esami di laboratorio e a quei momenti di vita in cui a fine lavoro si parlava del più e del meno come per la sua passione per la corsa che alla fine aveva finito con il coinvolgermi».
Il jogging per Pietro aveva una dimensione tutta particolare come ha ricordato un compagno di quel gruppo di corsa nato tanto tempo fa, in un alloggio di via Bargagna.
«Correvi di giorno, di notte e all’alba – ha letto con emozione l’amico - con la stessa naturalezza con cui partecipavi ai tanti bei momenti passati insieme».
L’amore di Pietro per la natura, le piante e i fiori è stato oggetto anche di una riflessione di una collega che ha ricordato le tante osservazioni fatte insieme sulla varietà di mazzi di fiori inviati alle degenti.
Alla fine della cerimonia funebre feretro è stato portato a Vasto, dove verranno celebrate le esequie funebri e la successiva tumulazione, per volere della famiglia.
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