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Pisa

INCHIESTA “SPECIALIST”

“Presenze” in sala operatoria assolto tecnico delle protesi

PISA. Il giudice monocratico del Tribunale di Massa Giovanni Sgambati sposa le tesi della difesa e assolve, con formula piena, medici ortopedici e specialist: il fatto non sussiste. I tecnici che si...

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PISA. Il giudice monocratico del Tribunale di Massa Giovanni Sgambati sposa le tesi della difesa e assolve, con formula piena, medici ortopedici e specialist: il fatto non sussiste. I tecnici che si occupano di protesi – diversamente da quanto sostenuto dall’accusa - non sono entrati in sala operatoria, l’esercizio abusivo della professione infermieristica quindi non c’è stato.

Assolti dunque tutti i 5 agenti di commercio finiti a processo : Maurizio Lazzarotti, 59 anni, di Massa; Stefano Locciola, 46 anni, di Villafranca in Lunigiana; Pier Carlo Moscatelli, 55 anni, di Carrara; Federica Nascetti, 48 anni, di Chiavari; Andrea Puccinelli, 46 anni, di Pisa. Assoluzione piena anche per i medici Bernardo Pavolini, 59 anni, di Forte dei Marmi, direttore di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo di Massa; Alberto Sancin, 50 anni, di Montignoso, all’epoca direttore di struttura semplice nel reparto di Ortopedia e traumatologia dell'ospedale di Massa; Gian Filippo Ceravolo, 63 anni, di Massa, dirigente medico di primo livello nel reparto di Ortopedia e traumatologia del Santi Giacomo e Cristoforo; Rosario Passalacqua, 51 anni, di Massa dirigente medico nel reparto di Ortopedia e traumatologia ed Egisto Brocchini, 58 anni, di Massa, ortopedico all'ospedale Santi Giacomo e Cristoforo. L'indagine parte nell'ottobre del 2007: alcuni infermieri del reparto ortopedia riferiscono la presenza degli specialist in sala operatoria. Non solo assistono, ma – aggiunge chi sporge denuncia - intervengono svolgendo mansioni che competono agli infermieri. Ne segue un’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Federico Manotti e 10 persone finiscono a processo. Ai tecnici viene contestato l’esercizio abusivo della professione, ai medici il concorso nell’esercizio abusivo e il falso (per non aver registrato la presenza dei tecnici in sala).

In fase dibattimentale l’accusa di falso crolla: gli avvocati dimostrano che, anche volendo, i medici non avrebbero potuto registrare, appunto, la presenza degli specialist in sala operatoria. Il software messo a disposizione dall’azienda sanitaria è preimpostato, impossibile forzarlo per inserire nomi diversi rispetto a quello memorizzati. Lo stesso pubblico ministero ( in aula l’accusa è rappresentata da Debora Bracco) per il reato di falso chiede l’assoluzione. Tre mesi, invece, la richiesta del pm per tutti gli altri imputati, in relazione all’accusa di esercizio abusivo o concorso in esercizio abusivo della professione infermieristica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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