Il presidio
Si fanno avanti tre gruppi per i Cantieri di Pisa
PISA. Riparte la corsa per l’acquisto dei Cantieri di Pisa. In pole tre soggetti imprenditoriali che hanno manifestato interesse a concorrere alla procedura competitiva per la vendita dello storico...
PISA. Riparte la corsa per l’acquisto dei Cantieri di Pisa. In pole tre soggetti imprenditoriali che hanno manifestato interesse a concorrere alla procedura competitiva per la vendita dello storico marchio della nautica pisana. Si tratta di un imprenditore italiano, che ancora non ha svelato le sue carte, e di due gruppi industriali. Uno fa capo all’imprenditore Jean Marc Gregory, presidente di Union Strong Marine Holding, gruppo franco-cinese che in passato aveva provato, senza successo, ad acquisire lo stabilimento lungo i Navicelli. Lo stesso, attraverso due intermediari italiani, ha partecipato all’ultimo bando di vendita presentando un’offerta - l’unica arrivata al Tribunale della Spezia, competente sulla procedura - ritenuta non valida in quanto proponeva un importo (5,5 milioni di euro) inferiore alla richiesta di 6,2 milioni, senza cauzione e priva di un reale piano industriale.
L’altro soggetto che ha manifestato interesse a rilevare l’azienda nautica è il gruppo locale formato da Pisa Superyacht, azienda dei fratelli Fabio e Guido Bini attiva sui Navicelli da molti anni, in partnership con la cooperativa “I Mastri Cantieri di Pisa”, costituita dai lavoratori dei Cantieri da quasi cinque anni in assemblea permanente e con la cassa integrazione in deroga in scadenza il prossimo 31 maggio. Una soluzione che potrebbe far ritornare i Cantieri alle origini. I fratelli Bini sono infatti gli ex proprietari dello stabilimento nautico, fondato da Gino Bini e Antonio Sostegni, rappresentate legale della “Cantieri di Pisa Porta a mare srl”, società che detiene le concessioni demaniali dell’area dove sorge l’azienda. Quest’ultimo potrebbe inserirsi nell’operazione avanzata da Pisa Superyacht e cooperativa, con le quali Sostegni avrebbe raggiunto un’intesa per cedere i diritti acquisiti sull’area in un progetto condiviso per la soluzione del concordato Baglietto, di cui i Cantieri fanno parte.
La concretezza delle intenzioni dei tre gruppi si potrà valutare dalla prossima settimana, quando il Tribunale della Spezia pubblicherà il terzo bando. A differenza di quanto auspicato dalla Cgil di Pisa e dalle Rsu dei lavoratori, probabilmente Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto, non proporrà un ribasso d’asta alla base del bando: la richiesta di partenza dovrebbe rimanere invariata rispetto ai 6,2 milioni di euro del bando precedente.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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