Ancora senza nome la donna trovata in Arno
Si ipotizza che sia una marocchina, ma la permanenza in acqua ha reso il volto irriconoscibile
PISA. Gli esami radiografici effettuati ieri sul cadavere di donna ripescato ieri nell'Arno a Marina di Pisa non hanno evidenziato particolari traumi. Sarà quindi necessaria l'autopsia in programma oggi del medico legale Paolo Di Paolo per accertare le cause della morte.
I carabinieri stanno proseguendo le indagini per arrivare all'identificazione certa della vittima, che la prolungata permanenza in acqua ha reso pressoché irriconoscibile anche attraverso le impronte digitali. Gli orecchini che indossava e un foglio che reclamizzava un'autolinea francese che fa tappa anche in Marocco hanno per ora ha fatto propendere gli investigatori verso l'ipotesi che il corpo possa essere di una marocchina di 39 anni scomparsa da Firenze nei mesi scorsi. Gli inquirenti proveranno comunque a effettuare una comparazione con le impronte della donna inserite nel database delle forze di polizia dopo una foto-segnalazione cui fu sottoposta nel 2006 dalla questura di Reggio Emilia. Il foglio dell'autolinea transnazionale trovatole addosso invece riguarda i prezzi per viaggi internazionali nel periodo compreso tra l'aprile e il giugno scorsi e per questo sono state richieste informazioni all'Interpol per vedere se risultino persone che in quel periodo abbiano fatto prenotazioni e siano poi scomparse.
I carabinieri si sono messi in contatto col marito della marocchina. L’uomo, un italiano, aveva denunciato la scomparsa della moglie il 31 gennaio scorso da Firenze, ma la donna si era allontanata da casa da circa un anno. Marito e moglie erano rimasti in contatto tramite cellulare. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la vita della donna marocchina dopo che aveva lasciato Firenze per capire dove si era mossa e che persone aveva frequentato.
Oltre alle condizioni di viaggio in lingua francese nella compagnia di viaggio dell’autolinea che trasporta dal Marocco alla Francia, ci sono anche altri indizi che portano sulle tracce della donna marocchina. Gli orecchini indossati dal cadavere somigliano alle indicazioni date dal marito. La lunga permanenza in acqua, almeno dieci giorni, tuttavia non rende possibile un riconoscimento e soltanto le impronte e il dna potrebbero dare una risposta sicura. Al momento, il cadavere resta senza un’identità certa.
La donna, nella sua permanenza in Italia, è stata oltre che a Firenze, anche a Pistoia, Pescia e Reggio Emilia. Non risulta essere stata a Pisa.
Il cadavere della donna era stato ritrovato mercoledì mattina alle 10 dal responsabile del rimessaggio Arnovecchio. Il cadavere era rimasto incastrato negli arbusti di un altro rimessaggio, il Marina Verde che si trova a un chilometro dalla foce dell’Arno.
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