Italia
Buco al Cnr, spunta una società gestita da un amico di Borbotti
L’uomo ha firmato contratti con l’Istituto di fisiologia clinica per attività collegate a progetti di ricerca ed è il marito di una ex dipendente a tempo determinato in forza all’ufficio entrate dello stesso Ifc
PISA. Tra i soggetti terzi di cui si è avvalso Ifc, l'Istituto di fisiologia clinica del Cnr in cui si è scoperto un buco di bilancio pari ad almeno 3,4 milioni, ci sono anche società legate a un compagno di scuola di Marco Borbotti, che è l'ex responsabile dell'Ufficio entrate di Ifc e indicato dal Cnr come autore di probabili fatti di reato e gravi irregolarità contabili.
L'amico di Borbotti è Antonio Bellucci che nel 2013 ha firmato contratti con Ifc per lo svolgimento di attività collegate ad alcuni progetti di ricerca. Questi è sposato con Chiara Biagini, ex dipendente a tempo determinato dello stesso Ifc, per la precisione proprio nell’ufficio entrate.
E non è finita. Infatti, la donna in passato aveva ricoperto la carica di amministratore delegato della Gestione e studi spa di Pisa, società che nel 2013 è amministrata da Simone Luzi: questa e un'altra società a lui riconducibile prendono commesse da Ifc nello stesso momento in cui le prendono quelle riconducibili a Bellucci.
Il progetto è GestSix2 finanziato in apparenza dalla General Electric Healthcare che qualche mese fa ha disconosciuto l'autenticità del proprio impegno economico.
Ciò nel 2013 non ha impedito, per il sistema degli anticipi di cassa previsti al Cnr, di stilare (e pagare) contratti con cinque società: Aristocratica Domus srl di Firenze, Bc Antares di Cascina, Epidemiology & Nlp spa di San Giuliano (di Bellucci); A-sia studi impatti ambientali di Viareggio, oltre alla già citata Gestione e studi (di Luzi). In totale i contratti valgono 166.000 euro ad aprile e altri 38.000 a ottobre 2013 su un progetto della Fondazione Mps. Allo stato non sono state riscontrate anomalie macroscopiche da parte di Ifc in queste scritture private, anzi esse sono strumenti consentiti dalle normative.
Semmai il problema sembra essere un altro: alcune di queste società in quel periodo risultano in liquidazione, se non addirittura inattive; ciononostante il legale rappresentante firma contratti. L'analisi del contesto permette di ricostruire che in quel periodo a Ifc c'erano circa 200 contratti in essere e di ciascuno la parte gestionale amministrativa era coordinata dal ricercatore che attirava i finanziamenti, come prescritto anche dalle norme della Carta europea dei ricercatori: la responsabilità scientifica e amministrativa è del ricercatore che si procura i fondi, naturalmente all'interno di ordinamenti, leggi e provvedimenti.
Si consideri inoltre che Borbotti era il responsabile scientifico di molti progetti e che in questo caso il committente è privato: la legge in queste situazioni permette finanziamenti su base relazionale e rendiconti approssimativi; pertanto per ogni contratto esiste un resoconto più o meno sobrio di attività svolte che vede il ricercatore. A questo punto è facile intuire che il tutto sia non solo possibile, ma anche basato su un solido impianto legale.
Toccherà alla magistratura stabilire se invece nei vari passaggi sia stata commessa qualche irregolarità. In questa sede non si può fare altro che notare che il giochetto altrove non si sarebbe potuto fare: il meccanismo contabile del Cnr permette di spendere cifre prima di averne incassato la copertura. Qui Ge Healthcare sembrava aver promesso 276.666 euro e due anni dopo ha disconosciuto le proprie firme, come Fmps. Ma nel 2013 secondo il Cnr nazionale è normale e utile (per non rallentare i progetti) anticipare quasi tutta la somma ufficialmente accertata, ma mai incassata.
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