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Pisa

Morto in casa da mesi trovati i resti sul letto

Morto in casa da mesi trovati i resti sul letto

Cause naturali per il decesso di un pensionato visto l’ultima volta a settembre Una vicina ha dato l’allarme. «Era solito allontanarsi per lunghi periodi»

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PISA. Una vita riservata, una morte in silenzio. Non c’è il disagio psichico o sociale nell’addio alla vita terrena di Silvio Toni, 69 anni, originario di Arrone (Terni), residente in via Repetti 19 a San Piero a Grado. I resti dell’uomo, ormai ridotto a scheletro mummificato, sono stati trovati ieri mattina dai carabinieri avvisati da una vicina che da settembre non vedeva il pensionato.

Nella scomparsa di Toni non c’è l’abbandono di chi avrebbe dovuto vigilare e non ha controllato che una persona non stesse bene. C’è la solitudine, quella sì, e la mancanza di legami assidui con il vicinato, un baluardo, quando i rapporti sono frequenti, in grado di segnalare pericoli e problemi quasi in tempo reale.

Quando i militari sono entrati nella casa di via Repetti, il pensionato era steso sul letto. L’abitazione era in ordine. Ambienti cristallizzati a quando Toni si è sdraiato e il suo cuore, per un malore, ha smesso di battere. È stato avvertito il 118 che ha inviato un’ambulanza della Misericordia di Pisa. I resti sono stati rimossi e portati all’istituto di medicina legale. La Procura ha dato il nulla osta alla sepoltura, non ritenendo necessario approfondire la vicenda con esami autoptici, e da ieri i resti possono essere riconsegnati a una cugina, l’unica parente rimasta. Celibe, senza parenti a Pisa, Silvio Toni, commerciante di attrezzi per palestra, per anni ha trascorso le estati sul litorale con la mamma avendo come punto di riferimento la casa di via Repetti. Quando la madre è venuta a mancare, il pensionato ha continuato a venire a Pisa, anche se per mesi non si faceva vedere. «Era una persona che viveva da sola, molto introversa – spiega una vicina –. Non cercava nessuno e nessuno lo cercava». Aggiunge un’altra residente: «Per lunghi periodi non lo vedevamo. Ecco perché non ci siamo allarmati subito. Per noi era normale vedere porte e finestre chiuse». L’ultimo incontro risale al settembre scorso. Da quel giorno Silvio Toni è rimasto in casa dove è morto in solitudine, la sua unica compagna di vita.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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