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Carrefour, scontro sul caricamento delle merci: sciopero e presidio

Danilo Renzullo
Dipendenti di Carrefour durante lo sciopero
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Dipendenti di Carrefour durante lo sciopero

La società ha deciso di affidare l’incarico a una cooperativa. Rsu sul piede di guerra, il 16 marzo nuovo incontro con l’azienda

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SAN GIULIANO. Per un'ora hanno abbandonato le loro postazioni per riunirsi in presidio e contestare la decisione dell'azienda di esternalizzare parte del lavoro che svolgono quotidianamente. È stato uno sciopero a sorpresa quello indetto la mattina del 14 marzo dalle rsu del Carrefour.

Circa 50 degli 80 lavoratori dell'ipermercato della Fontina hanno incrociato le braccia per protestare contro la decisione «della direzione aziendale di affidare il caricamento della merce sugli scaffali ad una cooperativa» e si sono riuniti in presidio all'esterno del punto vendita pisano della società francese distribuendo volantini alla clientela e spiegando i motivi dello sciopero che, inevitabilmente, ha creato qualche disagio.

«Da tempo – spiegano le rsu - l'azienda ha comunicato l'intenzione di affidare ad una cooperativa il caricamento notturno degli scaffali di tutto il settore alimentare a partire dal prossimo lunedì. I lavoratori si erano resi disponibili a lavorare anche in orari più disagiati per far fronte alla necessità dell'azienda, che con i propri addetti non riesce a completare l'operazione prima dell'apertura del punto vendita. Alla società – continuano le rsu – abbiamo proposto di incrementare le ore di lavoro per gli addetti part-time, consentendo di effettuare meglio il servizio e al contempo di ottenere un aumento delle ore contrattuali. La direzione aziendale non ha però voluto sperimentare questa soluzione con i suoi dipendenti, scegliendo di cedere un pezzo della propria attività in appalto e rincorrendo la logica del risparmio sul costo del lavoro».

Lo sciopero è terminato solo quando il direttore del punto vendita ha convocato le rsu. Un altro incontro è previsto per lunedì 16 marzo, ma la mobilitazione è destinata a continuare se la società non modificherà il progetto di riorganizzazione del personale «su cui l'azienda non ha fornito alcuna informazione, neanche sull'impatto che avrà sugli orari di lavoro», sottolineano le rsu che all'azienda chiedono il ritiro dell'appalto alla cooperativa e un immediato confronto.

Al fianco dei lavoratori del Carrefour, dove da circa un mese è stato proclamato lo stato di agitazione, si sono schierati anche Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil giudicando «sbagliata la scelta della direzione aziendale di esternalizzare il caricamento della merce sugli scaffali».

«Le aziende della grande distribuzione – sottolineano i sindacati - continuano a voler recuperare le perdite di fatturato dovute al calo dei consumi attraverso i tagli al costo del personale, senza sperimentare una diversa organizzazione così come proposto dalle rsu dell'ipermercato della Fontina. Carrefour sceglie di risparmiare sul personale svalorizzando una parte della sua attività, inserendo all'interno del punto vendita lavoratori più deboli e andando a cambiare la fisionomia di un ipermercato che ha sempre risposto positivamente alle riorganizzazioni grazie alla disponibilità del personale. Dopo anni di procedure di mobilità e di contenimento del costo del lavoro – concludono Cgil, Cisl e Uil -, Carrefour continua a tagliare i costi del personale. Chiediamo all'azienda di attivare un confronto approfondito e dettagliato con le rsu perché i lavoratori hanno il diritto di conoscere quale reale impatto potrebbe avere questa scelta sulla loro vita lavorativa».
 

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