Il presidio
Pisa incanta il mondo del cinema
Dal 9 al 12 aprile si svolgerà in città l’assemblea annuale dei produttori del Vecchio Continente
di Rebecca Pardi
PISA
Pisa incanta, piace, stupisce. Sempre più nel mirino della cinematografia europea, a breve indosserà il sontuoso mantello di capitale europea del cinema ospitando l'assemblea annuale di produttori europei e non solo: ci saranno ospiti dalla Cina, dal Giappone, dagli USA e dall'India. L’Ace (Atelier du Cinéma Européen) è un consorzio internazionale di produttori cinematografici che realizzerà dal 9 al 12 aprile prossimi a Pisa il suo canonico incontro.
Organismo creato nel 1993 per aiutare i produttori europei a sviluppare coproduzioni con altri paesi, ad oggi conta oltre 180 associati. Terminati da poco gli ultimi sopralluoghi di preparazione dell’evento di Ronan Girre, presidente dell'Ateliers du Cinéma Européen, abbiamo chiesto come mai la scelta sia ricaduta proprio su Pisa.
Perché l'organizzazione Ace ha scelto Pisa?
«Scegliere Pisa è stato facile - risponde Ronan Girre -, non casuale, vista la vocazione cinematografica della città, set scelto da registi di fama internazionale come i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Mazzacurati, Mario Monicelli e da giovani autori, come Gipi, Roan Johnson e Lorenzo Garzella. È una città che ha da sempre investito e continua a farlo nel cinema come volano di sviluppo del territorio. Nel 2015 è la Toscana ad occupare la presidenza di turno ed a questo titolo abbiamo invitato i membri di Ace a scoprire i vantaggi della regione e dell'Italia in generale. Grazie a Stefania Ippoliti, Raffaela Conti e Paolo Ghezzi che ci hanno invitato a visitare la città abbiamo capito sin da subito che Pisa offriva un potenziale eccezionale per la produzione di film».
Quali sono le potenzialità di Pisa come set cinematografico? «Pisa ed i suoi dintorni offrono molti vantaggi. Per i membri di Ace che vengono da 42 paesi differenti, Pisa rappresenta bene l’Italia. Troviamo degli scenari antichi ed un patrimonio storico molto ben conservato insieme ad una campagna limitrofa magnifica e a dei parchi naturali, come quelli di S. Rossore o di Coltano dove nessun elemento moderno viene a disturbare l'occhio, delle rive marine selvagge come la spiaggia del Gombo. Tutto ciò a meno di quindici o venti minuti dall’aeroporto internazionale e da un centro città che offre delle possibilità di soggiorno, di albergo e di ristorazione di eccellente livello. Non è così comune trovare in un’unica location perfettamente fuse la storia e la natura, il patrimonio culturale ed una logistica semplice e pratica».
Cosa avverrà dall'8 al 12 aprile a Pisa?
«Quanti sono i produttori interessati? Durante le due giornate principali dovremmo riunire un centinaio di professionisti del cinema. Alcuni verranno da molto lontano , come Shen Yang, la vecchia direttrice del festival di Shanghai, una delle due produttrice del film cinese Black Coal Thin Ice che ha ricevuto l'Orso d’Oro al Festival di Berlino l'anno scorso, o il produttore francese Antoine Simkine che ha prodotto l’Eté de Sangailé, film premiato al festival di Sundance negli Usa il mese scorso. La maggior parte dei Paesi europei saranno rappresentati, così come il Canada, la Colombia, la Cina, il Brasile. Tra i luoghi di Pisa che ha visitato quali sono quelli più attrattivi per diventare set cinematografici? Tutto dipende dalla storia che si vuole raccontare e del progetto che si sviluppa, moderno o storico, letterario o romantico, “art et essai” o commerciale. Personalmente sono rimasto impressionato dal Bastione di San Gallo, dalla Piazza dei Cavalieri e dal Parco di San Rossore. Ma il vero fascino della città risiede negli angoli delle strade che aprono a scenari inattesi, in alcuni piccoli caffè e nelle vecchie sale dell’ Hotel Victoria che regalano un romanticismo di altri tempi».
Quale è la cosa che l'ha colpita di più di Pisa?
« Oltre al buon vino e alla pasta devo ammettere che le persone camminano con un’aria serena e si fermano a parlare tra di loro anche per strada. Sembra una cosa banale ma non lo è: a Parigi, a Milano, a Roma, a New York regna la fretta e spesso la gente si dimentica del luogo dove vive. Qui, invece, le persone sembrano esserne consapevoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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