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Cantieri navali, offerta inferiore alle attese. Subito un altro bando

di Francesco Loi e Danilo Renzullo
L’ingresso dei Cantieri navali nella darsena pisana
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L’ingresso dei Cantieri navali nella darsena pisana

Scaduto martedì 10 il termine: respinta l’unica proposta. Ma si fa avanti un gruppo locale già attivo nel settore

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PISA. Dai russi ai cinesi, passando per francesi, coreani e romani. Tra tentativi, interessamenti e offerte più o meno concrete, i Cantieri di Pisa hanno conquistato l’attenzione di mezzo mondo, ma il loro futuro potrebbe legarsi ad imprenditori pisani e agli stessi dipendenti.

Nonostante la scadenza del secondo bando (chiuso alle 12 di martedì 10) quella dei Cantieri di Pisa è infatti una partita non ancora chiusa. Il futuro del prestigioso marchio della nautica pisana si deciderà con un altro bando, il terzo.

Nei locali del tribunale della Spezia è stata presentata una sola proposta di acquisto per l’acquisizione dello stabilimento insediato lungo i Navicelli. Un’offerta passata al vaglio del liquidatore del gruppo Baglietto (di cui i Cantieri fanno parte) Federico Galantini che però viene respinta in quanto inferiore rispetto alla richiesta economica fissata in 6 milioni e 200.000 euro.

«In effetti quella arrivata è un’offerta leggermente inferiore al limite stabilito nel bando, quindi non accettabile - spiega direttamente Galantini -. Per questo sarà necessario formulare un nuovo bando, in tempi velocissimi. Quanto? Diciamo nell’arco di sette o dieci giorni». Il terzo bando punterà su un ribasso del 20 per cento rispetto ai 6,2 milioni.

Potrebbe quindi ripresentarsi il gruppo la cui offerta ieri non è stata accettata. Ma nell’operazione si inserirà soprattutto un gruppo locale, capeggiato da un imprenditore nautico già insediato nella darsena pisana (Pisa Superyachts) in accordo con la cooperativa “I Mastri Cantieri di Pisa”, costituita dai lavoratori dell’azienda pisana che da quasi cinque anni sono in assemblea permanente e con la cassa integrazione in deroga in scadenza il prossimo 31 maggio.

Il gruppo locale ha infatti presentato una manifestazione di interesse per rilevare l’azienda. Ma all’interno del bando scaduto ieri non poteva essere accolta. Con la riapertura dei termini torna però in gioco. «È giunta una lettera da parte di un gruppo nautico già insediato nella darsena pisana, Pisa Superyachts, che d’intesa con la cooperativa dei lavoratori dei Cantieri di Pisa fa presente un interesse per l’acquisizione», conferma Galantini.

Il gruppo, non avendo depositato al tribunale un’offerta formale nell'ambito del bando, ha espresso dunque una volontà che non ha valenza concreta per l’immediato: l’assegnazione del marchio può avvenire solo attraverso una procedura competitiva e non con trattativa privata.

La decisione di lanciare un’ulteriore gara riapre la partita e mette Pisa Superyachts nelle condizioni di farsi avanti con concretezza. Al tribunale della Spezia fanno sapere che intorno ai Cantieri di Pisa «si registra un certo fermento». Tanto che ci sarebbero anche altre manifestazioni d’interesse oltre le due uscite allo scoperto. Lo sperano anzitutto i lavoratori del sito produttivo in darsena, una quarantina, per avere finalmente certezze.

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