Aeroporto, l’ufficio informazioni rischia la chiusura
La Provincia non riesce più a garantire i costi del servizio Regione, Sat e Comuni costretti a trovare un nuovo accordo
PISA. Dentro le incertezze delle Province rischia di rimetterci il punto di informazioni turistiche dell’aeroporto Galilei. L’ente di piazza Vittorio Emanuele II, alle prese con un bilancio ulteriormente risicato, non riesce più a garantirne l’apertura. Il costo è intorno ai centomila euro l’anno tra canone da pagare alla Sat, la società dell’aeroporto, e contributo alla cooperativa che ci mette il personale. Visti i grandi numeri del Galilei, che si possono leggere più in basso nella pagina, siamo al paradosso. Ma l’intenzione è quella di salvare l’info-point. Per questo ieri si è tenuto un incontro tra la Provincia ed i Comuni. L’obiettivo è trovare «un punto di equilibrio tra costi e ricavi», come dice il vicesindaco del Comune di Pisa, Paolo Ghezzi, che ha delega al turismo. Sul tavolo la proposta di una ripartizione dei costi, tra tutti i Comuni della provincia, in base ad un coefficiente che tenga conto di posti letto, presenze e popolazione.
Incontro e soluzioni. «La proposta è nata dopo le novità arrivate nelle ultime ore anche dalla Regione. Ci sarebbe la possibilità molto concreta di un tavolo tra Regione, Provincia di Pisa e Sat, a cui seguirebbe un protocollo tra Provincia e Comuni. Questo ridurrebbe di un terzo la quota da versare da parte dei Comuni per il mantenimento dell’ufficio all’interno dell’aeroporto», spiega uno dei partecipanti all’incontro, l’assessore al turismo del Comune di Volterra, Gianni Baruffa. L’intenzione è, pur nelle difficoltà, quella di dare nuova linfa a una delle “porte” più importanti della regione, com’è l’aeroporto di Pisa. «In sostanza - aggiunge Baruffa - viene chiesto anche uno sforzo in più per far funzionare meglio l’ufficio. La settimana prossima ci ritroveremo per scendere più nel dettaglio in una sorta di coordinamento del territorio». In questo si inserisce anche uno stop nella chiarezza dello spostamento di funzioni dalla Regione ai Comuni nell’ambito del depotenziamento delle amministrazioni provinciali. C’è infatti un emendamento nella legge regionale toscana che congela la possibilità di demandare ai Comuni la promozione del turismo: in questo caso rimarrebbe alla Provincia fino a quando non verranno fatte le funzioni associate tra i Comuni.
Numeri e necessità. «La volontà è di tenere aperto il punto d’informazioni al Galilei alla luce delle necessità della città e soprattutto senza discontinuità», ribadisce Ghezzi precisando di attendere l’incontro della settimana prossima tra enti per una soluzione che non porti comunque alla chiusura, seppur temporanea, degli uffici che si trovano allo scalo. Ghezzi tra l’altro è stato il promotore della riapertura di un punto informazioni in piazza del Duomo. E ora la riflessione si allarga alla funzione degli info-point in città, ricordando che in realtà quello più frequentato è lo sportello in piazza Vittorio: 70.000 utenti l’anno contro i 50.000 del Galilei (dati 2012 della Provincia).
La proposta. «Siamo pronti e disponibili ad assumere la gestione degli info-point turistici, a partire da quello dell’aeroporto Galilei». Maurizio Nardi, presidente della rete di imprese Vivere Pisa, aderente a Confcommercio, lancia la proposta: «Siamo molto preoccupati dal rischio di veder chiudere i punti di piazza Vittorio Emanuele e del Galilei, alla luce di un sistema di accoglienza e di promozione caratterizzato da estesi coni d’ombra, come confermato in pieno dallo studio della Bocconi. Abbiamo già scritto al presidente della Provincia di Pisa: non abbiamo avuto risposte e non c’è molto tempo visto che il prossimo 31 marzo ci sarà la chiusura definitiva. Gli imprenditori confermano di essere pronti a recitare con competenza un ruolo da protagonisti, speriamo che chi rappresenta le istituzioni sappia cogliere questa nuova opportunità».
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