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Pisa

Terremoto nel Chianti, il direttore dell'Ingv di Pisa: "Non c'è sciame sismico"

Stefano Taglione

Gilberto Saccorotti spiega i terremoti avvertiti nel Chianti nella notte fra martedì 3 e mercoledì 4 marzo: "Data la magnitudo non particolarmente elevata non mi stupirebbero delle scosse di assestamento"

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PISA. «I terremoti non si possono prevedere, ma in questo caso – data la magnitudo non particolarmente elevata – non mi sorprenderebbero delle scosse di assestamento. La zona del Chianti dove si sono registrati gli eventi sismici è distante appena 2-3 chilometri da quella che ha tremato a dicembre, ma dovremo attendere l’evolversi della situazione per capire se siano effettivamente due aree geografiche distinte». Gilberto Saccorotti, direttore della sezione pisana dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, spiega così i terremoti avvertiti nel Chianti nella notte fra martedì 3 e mercoledì 4 marzo. Scosse iniziate alle 0,51 con un sisma di magnitudo 3,3 con epicentro tra i comuni di Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d'Elsa e San Casciano Val di Pesa (Firenze) e profondità di 10 chilometri e culminate con quella massima di 3,7 gradi della Scala Richter (con profondità di 8,9 chilometri) identificata con epicentro fra le località di Romina e Bargino, piccoli centri a meno di 20 chilometri dal capoluogo toscano.

Direttore Saccorotti, come si può spiegare l’evento sismico di stanotte nel Chianti?
«C’è stata una piccola recrudescenza dell’attività sismica che sembra essere leggermente differente rispetto a quella di dicembre: parliamo di 2-3 chilometri di distanza. Dovremo aspettare l’evolversi della situazione per capire se effettivamente si tratti di due aree distinte. Per ora abbiamo avuto pochissimi terremoti: 6-7 localizzazioni fino all’una di stanotte. Dopodiché c’è stato il silenzio assoluto, motivo per il quale non siamo in grado di fornire ulteriori informazioni».

Le scosse potrebbero proseguire anche nelle prossime ore?
«Come sempre i terremoti non si possono prevedere. Ma di fronte a eventi di magnitudo comunque modesta, che per quanto possano essere stati avvertiti non raggiungono il quarto grado della Scala Richter, non ci sorprenderebbero delle repliche, delle scosse di assestamento. Ma è anche vero che ogni sequenza presenta un suo comportamento caratteristico. L’unica cosa da fare è aspettare».

La zona del Chianti che sismicità massima può raggiungere?
«Storicamente siamo arrivati a delle magnitudo poco superiori ai 5 gradi della Scala Richter. Mi riferisco in questo caso a una zona leggermente più a nord di quella di stanotte, più spostata verso Firenze. È successo nel terremoto fiorentino di fine Ottocento. Ci sono delle indicazioni di sismicità storica, ma non con terremoti importantissimi».

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