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Pisa

il caso

E' morosa, le staccano il contatore del gas: i comitati di quartiere la difendono

Danilo Renzullo
Il presidio al Cep
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Il presidio al Cep

Presidio al Cep per aiutare una quarantenne cin due figli che non riesce a pagare le bollette. I servizi sociali hanno promesso che interverranno

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PISA. Un gruppo di circa venti tra militanti di Prendocasa e appartenenti al Coordinamento dei comitati di quartiere (Gagno, Sant'Ermete e Cep) si è riunito in presidio la mattina del 4 marzo di fronte la sede dell'Usl del Cep per chiedere ai servizi sociali di contribuire con circa 400 euro al riallaccio del contatore del gas all'appartamento di una quarantenne del quartiere popolare di Gagno.

Pochi giorni prima di Natale, alla signora, madre di due bambini, è stata staccata la fornitura di gas domestico per morosità (270 euro in totale a cui si aggiungono circa 120 euro per il riallaccio del contatore).

«A fine gennaio – spiegano i manifestanti – anche il prefetto si era attivato per risolvere la situazione, inviando una lettera agli assistenti sociali per sollecitare un aiuto».

Nonostante l'impegno della prefettura e le continue sollecitazioni, solo il 4 marzo la quarantenne è «riuscita a strappare il pagamento della morosità, le spese di riallaccio e un diritto: l'utenza garantita», continuano i manifestanti, che avvertono: «La battaglia per le utenze è appena iniziata e nei prossimi giorni saremo negli uffici dei gestori per pretendere tariffe sociali e un minimo vitale per chi non riesce a pagare le bollette».

Secondo gli appartenenti ai comitati dei quartieri popolari «sono migliaia le famiglie in città che non riescono a pagare regolarmente le utenze e ogni mese rischiano il distacco di luce, acqua e gas».

«Il servizio sociale – continuano – sta esplodendo perché non ha gli strumenti per gestire la situazione. Da oltre un mese chiediamo di aprire un tavolo con le istituzioni locali e i gestori delle forniture di acqua, gas e luce affinché venga riconosciuto un consumo minimo per le famiglie a basso reddito e una tariffa sociale per le persone meno abbienti».

Una mediazione, insomma, con i privati per assicurare la fornitura delle utenze domestiche alle famiglie che non riescono a pagare regolarmente le bollette.

«Dalla prossima settimana – concludono i manifestanti – inizierà una mobilitazione per ottenere questo diritto».

 

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